Netta sconfitta per Trump
Nella notte, al termine delle elezioni di metà mandato americane è arrivato un responso schiacciante. I democratici conquistano il Congresso e sottraggono ai repubblicani diversi governatorati strategici. Una sconfitta pesante per Donald Trump, che ha riconosciuto il risultato, salvo poi rilanciare sui social un cappellino in stile Maga con la scritta «Veto», sostenendo che con il proprio nome sulla scheda l’esito sarebbe stato diverso.
Mentre prosegue lo spoglio in alcuni Stati, i dem hanno già ottenuto almeno 54 seggi al Senato e superato abbondantemente la soglia della maggioranza alla Camera: secondo gli ultimi dati dei media americani, sono 229 i seggi conquistati, contro i 139 repubblicani. Ma è soprattutto la partita per i governatorati a raccontare le dimensioni del successo democratico. Dei 36 Stati e dei tre territori al voto, 31 hanno già un risultato ufficiale: 17 governatori sono democratici e 12 repubblicani. Restano sette Stati in bilico: Georgia, Iowa, Ohio, Texas, Nevada, Alaska e Kansas.
Tra le vittorie più significative spicca quella in Texas, dove Gina Hinojosa ha battuto il governatore uscente Greg Abbott, conquistando uno dei principali bastioni conservatori del Paese. In Georgia, Keisha Lance Bottoms è diventata la prima donna afroamericana alla guida dello Stato, interrompendo oltre vent’anni di predominio repubblicano. In Michigan, Abdul El-Sayed ha superato Mike Rogers nella corsa al Senato, secondo le proiezioni di Decision Desk HQ, mentre in Texas James Talarico ha conquistato un seggio alla Camera alta.
I democratici hanno fatto breccia anche nella Rust Belt e nel Midwest, imponendosi in Ohio con Amy Acton, vincitrice sulla candidatura di Vivek Ramaswamy, e in Iowa con Rob Sand. Tra i governatorati confermati, quello della California, dove Xavier Becerra diventa il primo governatore latino della storia dello Stato, e quello del Michigan, con Jocelyn Benson. I repubblicani limitano invece le perdite in Florida, dove Byron Donalds ha ottenuto la vittoria, e in Arkansas, con la riconferma di Sarah Huckabee Sanders.




