Ma l’arte è la realtà?
E se la risposta è no, perché ci indigniamo come se lo fosse?
Questa domanda mi è sorta spontanea dopo aver visto il dissenso generale della Francia, dei politici, del ministro dell’interno e della gente sui social, a seguito di una performance piuttosto provocatoria.
La performance è stata fatta da un gruppo di studenti dell’Accademia di belle arti Mulhouse, dell’Alsazia.
Nel quale hanno inscenato una sorta di pentolaccia con un’auto della polizia FINTA, punto cruciale della situazione, a mio avviso.
La pignatta era fatta di cartone, e sopra c’era scritto “Police”.
La prima a commentare l’accaduto in maniera polemica è stata la sindaca di Mulhouse: Michèle Lut, dei Repubblicani, che definisce la performance una scena particolarmente scioccante, dicendo che la libertà artistica non giustifica comportamenti così scandalosi.
Ma la realtà è diversa da come la descrive la sindaca e la gente sui social, l’arte serve proprio a questo, a raccontare, a sfogarsi, a sopperire alla realtà, al dare un’alternativa, al ribellarsi e infine, ma non per importanza, al protestare.
Il periodo storico che stiamo vivendo parla forte, le proteste in tutto il mondo, l’ICE che compie gesti indicibili di continuo, la paura delle folle, l’arte può raccontare il mondo attraverso altri mezzi e la performance lo fa così.
Chi ha creato, ideato e partecipato alla performance, non ha realmente distrutto un’auto della polizia, non ha fatto del male alla gente, non ha invitato nessuno a prendere realmente a bastonate una vera auto della polizia.
Ha solo espresso dissenso, ha solo raccontato un malcontento generale, da sempre l’arte fa questo.
Dipingere un omicidio non vuol dire commettere un omicidio.
L’arte può permettersi di essere scioccante e anche violenta, l’arte può permettersi di fare rumore e creare scompiglio, in fin dei conti l’arte serve anche a questo.
E se la gente si indigna di più per un cartone distrutto, piuttosto che per della gente uccisa, descrive perfettamente il senso di questa performance e la sua ben riuscita.
Solidarietà ai ragazzi che hanno partecipato e che si stanno sorbendo polemiche futili.




