Il toccante ricordo
Massimiliano Strappetti, infermiere personale di Papa Francesco ha parlato a Corriere della Sera. Il 56enne ha conservato un regalo intimo dell’uomo ovvero il suo profumo. Quando la nostalgia si fa sentire, cosa che accade spesso, apre una boccetta di acqua di colonia proveniente dalla Farmacia Vaticana, la stessa che il Papa utilizzava prima di uscire da Santa Marta. È un gesto semplice ma potente, capace di riportargli alla mente, in un istante, tutto ciò che hanno condiviso.
A un anno dalla scomparsa del Pontefice, Strappetti racconta per la prima volta il suo rapporto con lui, un legame che va ben oltre il ruolo professionale. Il 21 aprile parteciperà alla messa commemorativa presso Basilica di Santa Maria Maggiore, dove il Papa è sepolto. Per lui, Francesco è stato come un secondo padre, una presenza che continua a mancare profondamente, tanto da portarne una foto sempre con sé, anche in auto.
Durante gli ultimi giorni di vita del Papa, Strappetti non lo ha mai lasciato solo. Rimase accanto alla sua bara per oltre due giorni, sentendo il dovere di prendersi cura di lui fino alla fine, come aveva fatto durante la malattia. Tra i ricordi più intensi emerge quello della Pasqua del 2025, il giorno prima della morte: dopo aver impartito la benedizione e salutato i fedeli, Francesco era esausto ma felice. In un momento di intimità, una lacrima gli scese sul volto, segno di una gioia profonda.
Il loro rapporto era fatto di fiducia, umanità e anche ironia. Il Papa si mostrava senza filtri, con le sue fragilità e le sue preoccupazioni quotidiane, chiedendo aiuto senza vergogna. Strappetti lo vedeva prima di tutto come una persona, e forse proprio questo ha reso possibile un legame così autentico.
Nel corso della sua carriera, Strappetti ha assistito anche Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI, ma il rapporto con Francesco è stato unico. Oggi fa parte dello staff medico che segue Leone XIV.
Tra i tanti ricordi, restano i libri di cucina che il Papa gli regalava, le parole gentili rivolte alla sua famiglia e i momenti di leggerezza condivisi. Anche dopo la sua morte, Strappetti continua a sentirlo vicino: visita spesso la sua tomba, porta una rosa bianca e gli parla, come si farebbe con una persona cara. E magari, tra una battuta e l’altra, immagina che il Papa possa ancora sorridere.




