Raoul Bova, un anno dopo il caso dei messaggi: quando il tempo cambia la prospettiva, le sue nuove dichiarazioni

Nel mondo dello spettacolo, un anno può sembrare un’eternità. Le notizie si rincorrono, i riflettori si spostano e ciò che per settimane domina le prime pagine viene lentamente sostituito da nuove storie. Eppure alcuni episodi continuano a lasciare un segno, soprattutto quando coinvolgono personaggi molto amati dal pubblico. È il caso di Raoul Bova, tornato spesso al centro dell’attenzione mediatica dopo il clamore suscitato dalla vicenda dei messaggi che aveva alimentato il dibattito tra cronaca rosa, privacy e informazione.

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Il noto ed amato attore ha rilasciato un’intervista a “7” inserto de Il Corriere della Sera dove ha parlato proprio di quanto accaduto un anno fa, dove sono stati diffusi in rete diversi messaggi privati. Bova ha dichiarato: “Non mi aspettavo di vedere i miei messaggi diventare la cosa più importante da raccontare, a tutti i livelli sociali. Se esiste un’etica, ci si deve accorgere che di fatto si sta promuovendo un reato commesso da altri. Per me questo è stato l’aspetto peggiore da vivere, perché se gli imbecilli continuano a esistere, persone valide culturalmente dovrebbero vederla diversamente”, inoltre ha aggiunto: “Quando ero ragazzo non c’erano i social, non c’era neanche questo meccanismo contorto, di poteri occulti, di guadagni facili, di aumento della popolarità a scapito di qualcun altro. I social sono diventati terreno per mercenari che vogliono un ritorno mediatico ed economico, anche a costo di rovinare la reputazione di qualcun altro”.