Ieri, finalmente, ho visto Dracula, di Luc Besson.

Un film che volevo vedere da tempo e di cui avevo tanto sentito parlare, in positivo e in negativo.

Uscita dal cinema, però, sono rimasta confusa, da un lato l’ho amato, dall’altro l’ho disprezzato, ma adesso vi spiego bene.

Il Dracula di Luc Besson è un film che colpisce prima di tutto per la sua estetica.

La fotografia, i costumi e le musiche sono sublimi, capaci di stregare e incantare lo spettatore in un abbraccio visivo e sonoro che cattura ogni attenzione. In particolare nella scena del ballo a Versailles, uno dei momenti più potenti del film, dove la bellezza dei dettagli si mescola con la grazia e il kitsch che insieme danzano all’unisono.

La cura nelle ambientazioni, nei costumi sontuosi e nell’uso della luce conferisce a tutto il film un’aura quasi surreale, che ci trascina in un mondo dove l’orrore e il fascino si fondono, tanto che si fatica a staccare gli occhi dallo schermo.

Nonostante questo, la trama del film risulta ancora acerba.

Sebbene il racconto si basi sulla figura di Dracula, uno dei personaggi più iconici e affascinanti della letteratura e del cinema, il film non riesce a trovare una narrazione completamente incisiva. Ci sono momenti in cui la storia sembra inciampare, rallentando il ritmo e smarrendo la direzione, per concludersi in un finale del tutto spento.

Luc Besson, che ci ha regalato capolavori come León, qui non sembra riuscire a incastrare tutti i pezzi nel modo giusto, e alcune scelte narrative risultano un po’ prevedibili o semplicistiche.

Un altro aspetto positivo, però, è senza dubbio la scelta degli attori. Il cast è di altissimo livello, e tutti si dimostrano all’altezza dei ruoli che ricoprono. Matilda De Angelis, nonostante la giovane età, si incastra perfettamente, la sua interpretazione, delicata ma potente, è perfetta per un film di questa portata, e non si fa mai schiacciare dalla fama dei suoi colleghi. Il suo ruolo, seppur complesso, è svolto con grande maturità, e l’attrice dimostra di essere pronta per sfide internazionali di tale calibro.

Tuttavia, se c’è un aspetto che lascia davvero l’amaro in bocca è la gestione dei personaggi femminili. Nel film, le due figure femminili, purtroppo, risultano essere quasi accessorie rispetto alla figura centrale di Dracula e agli altri protagonisti maschili. Le uniche volte in cui le donne interagiscono tra di loro, la loro conversazione ruota inevitabilmente attorno all’uomo, rendendo i loro personaggi funzionali soltanto alla trama maschile.

È un cliché troppo comune in molte produzioni cinematografiche, e Luc Besson non sembra sfuggire a questo schema, rendendo le figure femminili superflue e dipendenti dai desideri e dalle azioni dei personaggi maschili.

Questo è un elemento che riduce il valore complessivo del film, e che, purtroppo, si inserisce in una tradizione cinematografica che ha visto molte opere ignorare o ridurre il ruolo delle donne, relegandole a mere comparse o a figure secondarie. Questa stessa dinamica l’abbiamo vista anche in altri film recenti, come Oppenheimer di Nolan, dove i personaggi femminili erano presenti quasi esclusivamente per riflettere la figura maschile centrale. È un tema che, purtroppo, non possiamo ignorare, e che mina l’efficacia del film come prodotto contemporaneo, in cui ci si aspetterebbe una maggiore parità e complessità nei ruoli femminili.

In conclusione, Dracula di Luc Besson è un film che vale sicuramente la pena di essere visto, soprattutto per chi è appassionato del personaggio di Dracula, degli ambienti gotici e barocchi, dei costumi sontuosi e delle musiche avvolgenti. Tuttavia, se siete interessati al tema della rappresentazione delle donne nel cinema, questo film potrebbe lasciare molta insoddisfazione, come alla sottoscritta.

La bellezza estetica e l’ottima interpretazione degli attori non riescono a nascondere il fatto che la scrittura dei personaggi femminili sia stata trattata con superficialità, riducendo il loro ruolo a una mera funzione drammatica legata agli uomini. Un peccato, perché il potenziale per un film più equilibrato c’era, ma purtroppo resta inespresso.

E le donne finiscono sempre sullo sfondo.