La versione del Presidente USA

Donald Trump ha definito l’operazione contro l’Iran una missione destinata a durare poco, ma ha chiarito che gli Stati Uniti continueranno a combattere finché l’avversario non sarà “completamente sconfitto”. Secondo il presidente americano, Teheran sarebbe stata pronta a lanciare un attacco entro una settimana.

Ora, ha aggiunto, il conflitto sarebbe vicino alla conclusione e potrebbe terminare a breve, anche se non nell’immediato.

Il capo della Casa Bianca ha parlato nella notte italiana davanti ai parlamentari repubblicani riuniti al Trump National Doral di Miami. Durante il suo intervento ha ricordato anche i militari statunitensi morti nell’operazione “Epic Fury”, mentre il Pentagono confermava l’identità della settima vittima.

Il dialogo con Putin

Nella stessa giornata Trump ha avuto un lungo colloquio telefonico con Vladimir Putin, durato oltre un’ora e dedicato principalmente alle crisi in Medio Oriente e in Ucraina. Dal Cremlino è arrivato il messaggio che i progressi delle truppe russe nel Donbass dovrebbero spingere Kiev a prendere in considerazione un negoziato.

Una posizione che implica anche l’auspicio che Washington eserciti maggiori pressioni sul presidente ucraino Volodymyr Zelensky, preoccupato dal rinvio del nuovo ciclo di colloqui a causa dell’escalation con l’Iran.

Sul conflitto mediorientale la Russia ha mantenuto una linea prudente, limitandosi a chiedere una riduzione delle tensioni.

Mosca ha espresso sostegno alla nuova Guida Suprema iraniana.

Nel colloquio con Trump, Putin ha ribadito la necessità di arrivare rapidamente a una soluzione diplomatica. I due leader hanno concordato di mantenere contatti regolari dopo quella che è stata definita una conversazione “aperta e costruttiva”.

Trump ha confermato che il dialogo è stato positivo e ha sottolineato che il presidente russo si è detto disponibile a contribuire a stabilizzare la situazione in Medio Oriente, invitandolo però anche a favorire la fine della guerra in Ucraina.

Nel suo discorso a Miami, Trump ha inoltre avvertito Teheran che gli Stati Uniti reagiranno con maggiore durezza se l’Iran continuerà a ostacolare il traffico di petrolio nello Stretto di Hormuz.

Washington è pronta anche a garantire la sicurezza delle petroliere con scorte militari se la situazione lo richiederà.

Le tensioni stanno avendo effetti anche sui mercati energetici. Per limitare l’aumento dei prezzi del petrolio, l’amministrazione americana starebbe valutando la possibilità di sospendere temporaneamente alcune sanzioni legate al settore energetico.

Trump ha sostenuto che le quotazioni del greggio sono state spinte verso l’alto artificialmente dalla condotta iraniana e, citando il presidente cinese Xi Jinping, ha lasciato intendere che alcune restrizioni potrebbero essere allentate finché la crisi non si attenuerà.