L’ha sganciata alla fine, come fosse una battuta tra amici. Donald Trump, sul palco del gala dei corrispondenti della Casa Bianca, si sistema in testa un berretto rosso con su scritto Trump 2028 e lancia la bomba: “Corro ancora. Sarà il quarto giro”.
Ridacchia, il pubblico fa lo stesso, a metà tra il nervoso e il divertito, perché sulla carta il 22° Emendamento glielo impedirebbe. Ma lui ci scherza su: “Sto facendo l’abitudine a candidarmi. Ho vinto tre volte. La seconda, quella del 2020, me l’hanno rubata con un voto falsato. Bisogna rimettere a posto le elezioni, sono messe malissimo”. Poi cambia tono, quasi serio: “Comunque, grazie a tutti. È stata una bella serata”.
È la prima volta che Trump torna come presidente alla cena della Whca. L’appuntamento di aprile era saltato dopo l’attentato. Venerdì sera invece c’è stato, in smoking, al Waldorf Astoria. E rivendica subito il merito: “Sono tornato a casa mia. Questo posto l’ho costruito io quando era il Trump International. E l’ho fatto risparmiando 2,9 miliardi rispetto alla nuova sede della Fed”. Frecciatina a Powell, al volo.
Il discorso è un mix di ironia, attacchi e autocompiacimento. Parte con la difesa della democrazia: “In America non ci spariamo addosso per le idee. Litighiamo a parole, non con le pistole. Nessuno squilibrato ci fermerà”. E manda un pensiero al Servizio Segreto che ad aprile ha sventato il peggio.
Poi via con le battute: “So che non è semplice trovare le scarpe giuste col giubbotto antiproiettile. A me ne hanno dato uno da provare. Ho detto: ‘Sicuri? Io non lo metto'”. E giù a parlare dei suoi pallini: la nuova ballroom alla Casa Bianca, i giornalisti “noiosi” come Kimmel e Fallon, Springsteen diventato “Bored in the USA” perché a suo dire poco patriottico.
Sul fronte estero non molla l’Iran: “Mi stanno cercando. Dicono di voler trattare. Bene, li ascolto. Ma niente nucleare. Perché se ce l’hanno lo usano contro di noi, contro Israele, contro tutto il Medio Oriente”.
Nel mirino finiscono anche i democratici. Nome su tutti: Obama, Biden, e i possibili sfidanti del 2028 come AOC e Gavin Newsom.
Momento imbarazzante quando i premiati salgono sul palco. Ai giornalisti ai quali stringe le mani, dice: “So che vi creo problemi, e voi a me. Ma io credo nella libertà di stampa più di chiunque qui dentro”. Applauso convinto. Sottofondo YMCA, e il suo balletto.




