Si continua a discutere dell’incidente

Prosegue l’inchiesta sul deragliamento del tram 9 a Milano, finito contro un palazzo all’angolo tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto.

Al centro degli accertamenti, come riporta oggi, 3 marzo, Corriere della Sera,  c’è un’anomalia tecnica: la telecamera frontale del mezzo si sarebbe spenta per alcuni secondi poco prima della fermata saltata, per poi riaccendersi prima dell’impatto.

Un qualcosa di inspiegabile, forse legato a un improvviso calo di tensione, che sarà chiarito attraverso l’analisi della scatola nera con un accertamento tecnico irripetibile.

La Procura ha aperto un fascicolo per disastro ferroviario colposo, omicidio colposo e lesioni. Al momento l’unico indagato è il conducente, Pietro M., 60 anni, con l’ipotesi di “concorso anomalo”, formula che lascia aperta la possibilità di estendere le responsabilità ad altri soggetti.

Non si esclude infatti il coinvolgimento di rappresentanti di ATM o della società costruttrice Stadler Rail Valencia, produttrice dei tram Tramlink.

Gli investigatori stanno valutando sia l’ipotesi di errore umano sia quella di un malfunzionamento tecnico. È stato acquisito materiale negli uffici di ATM, comprese le comunicazioni tra il tram e la centrale operativa. Sotto esame anche le condizioni di salute del conducente: l’uomo ha riferito di essersi ferito poco prima dell’incidente, riportando un trauma all’alluce che, secondo il referto medico, potrebbe aver causato una sospetta sincope vasovagale con perdita di coscienza.

Intanto alcuni comitati cittadini chiedono la sospensione cautelativa dei nuovi Tramlink.