La primavera estate 2027 della maison porta in passerella una sensualità più intensa e sofisticata, tra tailoring affilato, pelle, trasparenze e corpi appena svelati. Protagonista anche Mariacarla Boscono, icona italiana della moda, avvolta in una lingerie minimal e potentemente seducente
Tom Ford torna a Parigi con una collezione primavera estate 2027 che mette ancora una volta il desiderio al centro della scena. Alla guida creativa della maison, Haider Ackermann continua il suo lavoro di rilettura dell’identità Tom Ford e per questa stagione sceglie di spingersi ancora più vicino alla dimensione erotica del marchio, costruendo una collezione in cui la sensualità non viene mai trattata come semplice provocazione, ma come una questione di atteggiamento, postura e libertà del corpo.
La sfilata si svolge in un ambiente quasi completamente immerso nell’oscurità, attraversato da grandi pannelli di vetro e superfici riflettenti. Le modelle e i modelli si muovono dentro questo spazio guardandosi, sfiorandosi con lo sguardo e moltiplicandosi nei riflessi, mentre la passerella assume un’atmosfera sospesa, quasi cinematografica. È un dispositivo scenografico che racconta bene l’idea di Ackermann, perché il tema non è semplicemente mostrare il corpo, ma osservare il modo in cui il corpo guarda se stesso e viene percepito dagli altri.
La collezione procede così sul filo sottile tra ciò che viene mostrato e ciò che viene soltanto suggerito. Ci sono trasparenze, scollature profonde, lingerie a vista, bustier, pelle e capi che sembrano essere stati indossati a metà, come se il momento della vestizione non fosse ancora terminato. Allo stesso tempo, la sartoria rimane rigorosa, con completi gessati, smoking e giacche dal taglio preciso che acquistano una dimensione molto più sensuale quando vengono portati direttamente sulla pelle.
È proprio questo contrasto a rendere interessante la primavera estate 2027 di Tom Ford. L’abito maschile diventa strumento di seduzione, mentre la lingerie smette di essere semplicemente intima e diventa parte integrante del guardaroba. La collezione alterna quindi tailoring e nudità, pelle e tessuti leggeri, capi costruiti e momenti di apparente disordine, creando una tensione continua tra controllo e abbandono.
In questo racconto entra perfettamente Mariacarla Boscono, una delle presenze italiane più riconoscibili della moda internazionale. La modella romana, protagonista di innumerevoli campagne e passerelle nel corso della sua carriera, porta in passerella uno dei momenti più essenziali e seducenti della collezione. Il suo look lavora proprio sull’idea della sottrazione, con un capo lingerie nero estremamente minimal accompagnato da una gonna trasparente a più strati che lascia emergere il corpo senza bisogno di costruzioni elaborate.
Su Mariacarla la semplicità diventa una forma di forza. La lingerie è ridotta all’essenziale, quasi una traccia nera sulla pelle, mentre la trasparenza della gonna crea un effetto di apparizione e scomparsa. Non c’è bisogno di gioielli vistosi o di una silhouette complicata, perché tutto il look si concentra sul rapporto tra il corpo, il tessuto e il movimento. La modella attraversa la passerella con quella presenza magnetica che da sempre caratterizza il suo modo di interpretare la moda, trasformando un outfit apparentemente minimale in una delle immagini più incisive dello show.
Mariacarla torna poi protagonista anche in uno degli abiti da sera più intensi della collezione, un lungo abito rosso che segue il corpo con una linea fluida e sensuale. Il rosso introduce una dimensione più teatrale rispetto al nero della lingerie, ma mantiene la stessa filosofia, quella di lasciare che sia la silhouette a parlare. Accanto a lei, anche Alex Consani interpreta un’altra versione della stessa idea, confermando quanto la collezione lavori sulla capacità dell’abito di seguire il corpo senza nasconderlo.
Il rosso diventa infatti uno dei colori chiave della sera Tom Ford, utilizzato su abiti aderenti caratterizzati da aperture e tagli studiati con precisione. Le forme non cercano l’ornamento, ma la tensione. Anche quando la pelle rimane coperta, l’effetto è quello di una nudità suggerita, costruita attraverso una scollatura, una fessura o un tessuto che lascia intravedere ciò che si trova sotto.
Accanto alla parte più sofisticata compare poi un guardaroba decisamente più casual, con trench militari, completi ispirati alle uniformi da volo, jeans scoloriti e volutamente consumati, pantaloni cargo e shorts estremamente corti. Anche questi elementi vengono però assorbiti nella grammatica sensuale della maison, perché persino il denim appare costruito per seguire e valorizzare il corpo. Il jeans, in particolare, viene sottoposto a tagli e lacerazioni che lo rendono quasi un oggetto di seduzione.
La parte finale dello show porta questa ricerca ancora più avanti con una serie di costumi da bagno neri ridotti al minimo, più vicini a una dichiarazione estetica che a un vero guardaroba da spiaggia. È un momento volutamente audace, ma coerente con il percorso della collezione, che dall’inizio alla fine insiste sulla stessa domanda, quanto può essere sensuale un corpo senza che l’abito debba necessariamente mostrarlo tutto.
Ed è proprio qui che si trova la differenza tra una collezione semplicemente provocatoria e quella costruita da Ackermann per Tom Ford. La sensualità non dipende soltanto dalla quantità di pelle scoperta, ma dalla tensione che nasce quando un abito sembra sul punto di rivelare qualcosa e poi decide di fermarsi un istante prima. Il desiderio, in questo senso, viene costruito attraverso l’attesa.
Mariacarla Boscono rappresenta perfettamente questa idea. La sua uscita in lingerie e trasparenze non appare come un semplice esercizio di esposizione del corpo, ma come un’immagine precisa della donna immaginata da Ackermann, consapevole della propria presenza e capace di trasformare la semplicità in qualcosa di estremamente potente. Il suo look è quasi privo di elementi superflui e proprio per questo acquista una forza particolare.
La primavera estate 2027 di Tom Ford conferma quindi una direzione sempre più definita. Ackermann non tenta di replicare letteralmente il linguaggio creato da Tom Ford, ma ne conserva il principio fondamentale, quello secondo cui la moda deve avere un rapporto diretto con il desiderio. Lo fa attraverso una sensibilità più contemporanea, più sottile e in alcuni momenti persino più inquieta, dove il corpo non viene semplicemente esibito ma diventa parte di una narrazione fatta di sguardi, riflessi, movimento e libertà.




