Arrivo migranti a Ceuta. Potrebbe esserci un afflusso “di massa”, concentrato in 48 ore con numeri che vanno dalle 30 alle 50 mila persone.
È lo scenario su cui stanno lavorando i servizi di intelligence. Un’ipotesi di nuova emergenza a Ceuta attesa tra il 10 e il 15 agosto. Il rapporto finito sulla scrivania di Palazzo Chigi, ha convinto il governo a tenere duro: niente rientro a Schengen con la Spagna fino a Ferragosto.
A ribadirlo è il ministro degli Esteri Antonio Tajani: “C’è rischio terrorismo e immigrazione irregolare: non abbassiamo la guardia”.
La posizione della Farnesina è chiara:
“In questo momento non possiamo sottovalutare né il pericolo attentati né quello legato ai flussi migratori irregolari”, spiega Tajani.
Per questo, dice, “non ci sono le condizioni per tornare indietro sulla decisione presa”. Ovvero i controlli rafforzati su voli e traghetti in arrivo dalla Spagna.
Una linea che ha già acceso le polemiche con Madrid. Il premier spagnolo Pedro Sanchez non l’ha presa bene. E anche oltre confine le critiche non mancano.
Alla base della scelta italiana c’è il lavoro di analisi fatto nelle ultime settimane, anche grazie al confronto con il Cni, l’intelligence spagnola.
Dopo gli eventi del 31 luglio scorso è partito un “controllo capillare” su social, chat e app di messaggistica: WhatsApp, Telegram, Signal.
Secondo il report, la nuova ondata verrebbe organizzata attraverso TikTok. Video che rimandano a gruppi WhatsApp e Facebook, con numeri che arrivano da Stati Uniti, Egitto, Algeria, Tunisia, Libia e Senegal.
In una chat monitorata si legge: “Partiamo il 10, non l’11. Il 9 ci sono le proteste”.
Per i servizi ci sarebbe una “cabina di regia”, anche se al momento non è riconducibile a un soggetto preciso. E il timore è che dietro possano inserirsi anche cellule jihadiste o “lupi solitari”. Il dossier segnala inoltre il rischio che l’hinterland di Ceuta, in Marocco, diventi un punto di “radicalizzazione e arruolamento”.
I numeri ai nostri aeroporti
Da quando sono stati attivati i controlli, in Italia non risulta l’arrivo di persone passate da Ceuta.
Al momento sono 19 i cittadini extra Ue fermati alle frontiere per posizioni “anomale o irregolari”: marocchini, cinesi, colombiani e georgiani.
Per 15 è scattato il respingimento immediato per mancanza di visto o documenti validi. Altri 4 avevano pendenze penali o provvedimenti del giudice e sono stati presi in carico.
I controlli più stretti sono in corso nei principali scali con collegamenti diretti dalla Spagna: Milano Malpensa, Milano Linate e Bologna.
Il governo dunque non molla. Fino al 15 agosto i filtri restano. Poi si riserva, eventualmente, di rivedere la decisione sulla sospensione Schengen con la Spagna.




