Altro successo per l’azzurro

Jannik Sinner conquista la sua prima semifinale a Madrid, superando in due set Rafa Jodar al termine di una partita condizionata anche da un po’ di stanchezza.

A fine match, l’azzurro ha elogiato apertamente l’avversario: «È un giocatore che ha fatto risultati incredibili a inizio stagione. Ha vinto a Marrakech, ha fatto semifinale a Barcellona, qui è arrivato ai quarti. Sta giocando un tennis di altissimo livello e ha dimostrato perché». Da qui anche il messaggio lasciato sulla telecamera: «Per questo ho scritto “che giocatore”».

Sinner ha poi parlato della nuova generazione di tennisti, che osserva con attenzione: «Mi piace guardare questi ragazzi, anche quando non gioco. Lui, João Fonseca, ma anche altri come Alexander Blockx: sono tutti molto forti. Sono i potenziali avversari del futuro e devi capire come giocano, adattarti».

Il match è stato più complicato del previsto: «C’era pressione, perché partivo favorito. Ma devi saperla gestire». Sinner ha apprezzato anche il comportamento del pubblico: «L’atmosfera era molto corretta, il pubblico ha sostenuto Rafael ma in modo giusto».

Dopo un avvio segnato dall’emozione di Jodar, la partita è cresciuta di intensità: «All’inizio era normale che fosse un po’ nervoso, poi è venuto fuori un grande match. Io ho avuto forse un po’ più di esperienza nei momenti importanti, ed è lì che ho fatto la differenza». Decisivo anche un aggiustamento tattico: «Sul 5 pari ho cambiato posizione in risposta, avvicinandomi di più. Mi ha dato una prospettiva diversa».

Le condizioni di gioco hanno inciso: «Era diverso, più umido, il campo più lento. La partita è diventata più fisica. In queste situazioni cerchi solo di restare lì, di portarla a casa in due set».

Sinner ha poi ammesso la fatica accumulata: «Ho giocato molto nell’ultimo periodo, con pochi giorni di riposo. Ma allo stesso tempo voglio spingermi al limite, capire dove posso arrivare». Un lavoro che riguarda anche la testa: «A volte quando sei stanco l’atteggiamento non è perfetto, ma sto cercando di migliorare anche in questo».

Infine, uno sguardo al futuro dello spagnolo: «Non si può prevedere il futuro. È un talento incredibile, ma bisogna lasciarlo crescere senza mettergli troppa pressione». Con una certezza: «Arriveranno anche altri giovani: è sempre stato così».