L’azzurro sfiderà Djokovic
Solidità, maturità e un sorriso che vale doppio nel giorno più caldo di Wimbledon. Jannik Sinner supera in tre set Jan-Lennard Struff, uno degli avversari più insidiosi che si possano incontrare sull’erba per qualità del servizio e aggressività, e stacca il pass per la sua terza semifinale ai Championships, la decima in carriera in uno Slam.
Il numero uno del mondo continua a crescere partita dopo partita, confermando i segnali positivi mostrati nei turni precedenti con una prestazione di grande spessore, soprattutto nei momenti che contavano di più. Contro un avversario capace di mettere pressione a chiunque su questa superficie, Sinner ha saputo restare lucido, alzando il livello nei passaggi decisivi del match.
“Sono soddisfatto, è stata una partita dura; rispetto agli avversari affrontati finora, è stato un match completamente diverso, contro un grande servitore sull’erba è sempre difficile. Lui ha iniziato molto bene, ha spinto subito dall’inizio; io ho cercato di tenere botta, poi mi sono sciolto un po’ e da quel momento è andata meglio. È stata una prestazione molto solida da parte mia, e mi sembra di aver servito molto bene nei momenti importanti. Oggi ho avuto la sensazione di servire in modo abbastanza intelligente, anche quando ero avanti di un break. Nel secondo set ho avuto un piccolo calo di concentrazione, ma ho cercato di rimanere lì mentalmente in ogni game di servizio. Sono soddisfatto anche di come ho gestito i momenti chiave della partita, perché se perdi il secondo set può succedere di tutto, soprattutto contro un grande battitore come lui. In questi casi hai meno controllo e per questo posso essere orgoglioso di come l’ho gestita. Ancora una volta, ho fatto un piccolo passo avanti e posso essere felice.”
A rendere ancora più impegnativa la giornata ci hanno pensato le temperature eccezionalmente elevate registrate a Londra. Un fattore che, però, non ha creato particolari problemi all’azzurro, apparso brillante dal primo all’ultimo punto.
“Mi sono sentito bene. Faceva caldo, ma niente di esagerato. In Australia mi sembra più difficile, anche per il tipo di superficie: sul cemento il calore arriva anche da sotto. Qui invece è un caldo abbastanza secco, e questo fa molta differenza… quando è caldo e umido è tutta un’altra cosa. Era caldo ma mi sono sentito abbastanza a mio agio.




