Se c’è un volto che sta ancora bene, anzi benissimo, tra le file della Gialappa’s dopo 32 anni, quello è proprio Simona Ventura.
Rivederla per la prima puntata su Tv8, in quel contesto, è stato come rimettere a posto un tassello che mancava da troppo tempo. La Gialappa’s ha fatto la storia della tv, ma Simona ha dato lustro agli esordi tv della Gialappa’s.
C’è un motivo se il suo ritorno funziona e non sa di operazione nostalgia. Ventura è una delle poche che ha capito fin dall’inizio il gioco: prendersi sul serio quel tanto che basta per poi ironizzare per prima. Sorriso, ritmo, capacità di stare al commento senza mai sovrastarlo. Quella leggerezza colta, quella risata che diventa tormentone, quella naturalezza nel bucare lo schermo che oggi molti provano a imitare con un gobbo e una battuta scritta da altri.
La Gialappa’s ha avuto tanti volti, tante spalle, tanti ospiti. Alcuni indovinati, altri meno. Simona no. Simona è casa. È Mai Dire Gol, è il Festival, è l’Isola, è Quelli che il Calcio. È il filo rosso che lega trent’anni di televisione che ancora si ricordano.
E poi c’è un dato che la tv di oggi finge di non vedere: Simona Ventura è ancora centrale. Non è un ricordo, è una presenza. Ha energia, ha fisico da schermo, ha quella credibilità pop che non si costruisce a tavolino. Quando entra in studio, lo studio cambia temperatura.
La prima puntata lo ha confermato: non si è trattato di una comparsata, ma di un piacevole ritorno. E quando la regina torna nel suo regno, anche se per una sera, si vede. Si sente. E il programma sale di un gradino.
Foto: Ig @simonaventura




