Giorgia Meloni, ospite di Bruno Vespa a Cinque Minuti, replica alla lettura che vedeva nelle parole di Mattarella ad Amatrice una critica al governo. Rivendica che anche il Capo dello Stato, quando era al Ministero dell’Istruzione, firmò circolari per evitare la concentrazione di alunni stranieri nelle stesse aule.
Al centro c’è il piano dell’esecutivo di fissare per legge, già dal Cdm di giovedì, un tetto agli studenti che non parlano italiano. Il Quirinale non commenta, ma conferma interlocuzioni tecniche con il Ministero. Resta da capire se sarà decreto o ddl.
Il ministro Valditara nega qualsiasi scontro: l’obiettivo, come detto anche da Mattarella, è l’integrazione ed evitare “scuole ghetto”. Un principio che l’esecutivo vuole attuare nei confronti di chi non conosce la lingua.
Le opposizioni contestano il parallelismo: le circolari di Mattarella erano inclusive, la norma attuale è restrittiva. Per Elly Schlein tirare in ballo il Presidente è mancanza di senso dello Stato e provocazione diretta. Posizione condivisa da Avs e M5S. FdI e Salvini difendono invece Meloni.
In tv la premier insiste: superare i ghetti significa non mettere un bimbo straniero che non parla italiano in una classe dove quasi nessuno parla italiano. Serve una “distribuzione più equa”. Definisce buon senso anche il divieto del burqa a scuola e nei luoghi pubblici per motivi di sicurezza.
Capitolo economia: sfuma l’uscita anticipata dalla procedura Ue per deficit eccessivo. Meloni si dice dispiaciuta: il deficit è sceso dall’8,1% al 3,08%, ma le stime Istat sono state riviste. Più difficile usare la clausola su difesa ed energia. Nessuna decisione presa, se ne parlerà nella prossima Manovra che confermerà la detassazione degli aumenti contrattuali.
Sulla durata della legislatura e possibile voto in primavera, la premier ironizza: tutti lo dicono perché vogliono levarci di torno.
Infine legge elettorale: si va verso le preferenze. Se salterà la fiducia “ne prenderemo atto”, sottolinea Meloni, ma resta aperta l’ipotesi delle elezioni anticipate.




