C’è un filo che lega il Quirinale e Palazzo Chigi nelle ore successive agli scontri di Milano, ma è un filo teso tra due esigenze diverse.

Il Presidente della Repubblica ha scelto una formula che contiene sia la condanna che l’avvertimento. Ha ribadito che la violenza va respinta senza eccezioni, e al tempo stesso ha invitato ad analizzare quanto sta accadendo. Gli episodi visti nel capoluogo lombardo – in particolare i saccheggi dei negozi compiuti da giovanissimi estranei ai circuiti politici tradizionali – secondo Mattarella rappresentano un fatto nuovo. Un fatto che richiede studio, capacità di prevenire e strumenti di analisi capaci di interrogarsi sulle cause.

Un richiamo che arriva mentre il governo lavora alla risposta operativa. Dopo il vertice sull’ordine pubblico convocato dalla premier Meloni con i ministri, i sottosegretari Mantovano e Fazzolari e i vertici di forze dell’ordine e intelligence, l’orientamento emerso è quello di una reazione determinata dello Stato.

Sul tavolo del Consiglio dei ministri dovrebbe arrivare un decreto legge su cui gli uffici legislativi stanno lavorando. Il confronto tra esecutivo e Colle è già avviato proprio per la delicatezza costituzionale di alcune misure, tanto che si valuta la necessità di un doppio pre-consiglio per affinare il testo.

L’impianto su cui si ragiona recupererebbe alcuni punti del ddl sicurezza varato a luglio e attualmente in discussione al Senato: la possibilità di applicare il fermo preventivo anche ai minori con una durata superiore alle dodici ore, l’introduzione della flagranza differita per i danneggiamenti commessi in gruppo, il divieto di aggregazione per soggetti considerati a rischio per la tenuta dell’ordine pubblico. Sul piano del controllo del territorio, si ipotizza un rafforzamento di Strade Sicure, con un contingente aggiuntivo di cinquecento militari destinato a Milano.

In sintesi, da una parte l’invito a comprendere un disagio che si presenta con modalità inedite e con motivazioni eterogenee, dall’altra l’urgenza di dare un segnale immediato di tenuta. Due piani che, nelle prossime ore, dovranno trovare un equilibrio in un provvedimento destinato a passare inevitabilmente anche dal vaglio del Capo dello Stato.