Giornata di piazza per il centrosinistra. Ieri, a Roma, al fianco della Cgil e delle associazioni della Via Maestra, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli si sono ritrovati a Piazza del Popolo per lanciare l’idea di un’alternativa comune a partire dalla difesa della Costituzione.

Lo racconta la stessa segretaria dem sui social: “Una partecipazione enorme oggi a Roma – scrive su Instagram  – In piazza per la pace, la giustizia sociale, la sanità e la scuola pubblica, il lavoro dignitoso. Per difendere la Costituzione e costruire un Paese che non lasci indietro nessuno”.

Dal palco e dal corteo, Schlein attacca il governo: “Esca dal palazzo e si confronti con la gente reale, con chi non riesce più ad arrivare a fine mese”. Un messaggio che lega la piazza ai temi del quotidiano, a partire dal caro-vita. Non a caso, in un altro contenuto pubblicato insieme al Partito Democratico, la leader dem si mostra davanti a un distributore con il diesel a 2,362 euro al litro, simbolo del potere d’acquisto che si erode.

“Qui c’è lo spirito del referendum – dice Schlein in piazza – costruiamo l’alternativa insieme”. Concetto ribadito da Conte: “Noi siamo pronti e speriamo che nei prossimi giorni si possa iniziare a confrontarsi con le altre opposizioni”. Resta aperto il nodo del programma e del perimetro dell’alleanza, a partire dalla posizione sull’Ucraina e dalle garanzie chieste dai Cinque Stelle su Matteo Renzi. “Troveremo sicuramente una sintesi – assicura Conte – ma nessuno pensi di riproporre la politica fallimentare di questo governo”.

Per la segretaria del Pd l’immagine della piazza gremita è un segnale da cogliere: andare incontro a chi si è allontanato dalla politica ma ha chiaro cosa significhi difendere la Costituzione. Sulla stessa linea Bonelli, che parla di “avvio di una grande stagione di mobilitazioni”: “Bisogna stare sempre nelle piazze, con chi protesta, con i lavoratori e le lavoratrici chiamati dalla Cgil”.

Oggi altro passaggio delicato per i dem con l’assemblea sulla modifica statutaria che prevede il congresso dopo le elezioni in caso di mandato in scadenza. Interlocuzioni fino all’ultimo con l’area riformista per evitare scossoni. Salis intanto si chiama fuori: “Non farò le primarie né da federatrice”.

Tra selfie, strette di mano e qualche richiamo dai militanti – “non portate dentro Renzi e sbrigatevi con il programma” dice qualcuno a Conte – il campo largo prova a mostrarsi unito. Come ha detto chi ha fermato Bonelli, con in testa il casco della Fiom: “Il campo largo ha la grande responsabilità di essere unito, senza tatticismi”.