Sanremo, Sal Da Vinci e l’arte di restare fedeli a sé stessi. Arriva in conferenza stampa il vincitore della 76esima edizione

C’è un momento, ogni anno, in cui l’Italia si specchia. Non davanti allo specchio di casa, ma davanti a quello gigantesco e luminoso del palco dell’Festival di Sanremo. È lì che si incrociano sogni, nostalgie, polemiche, rinascite. È lì che la musica smette di essere solo suono e diventa racconto collettivo. E se immaginiamo quell’orchestra che accorda gli strumenti, le luci che si accendono lentamente e il pubblico che trattiene il fiato, tra le voci che potrebbero attraversare quel palco ce n’è una che porterebbe con sé il profumo del teatro, del mare e di una Napoli intensa e sentimentale: quella di Sal Da Vinci.

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Il bello del Festival è che ogni artista che sale su quel palco diventa simbolo di qualcosa. C’è chi rappresenta il cambiamento, chi la rottura, chi la sperimentazione. Sal Da Vinci rappresenterebbe la fedeltà alle proprie radici. Questa mattina ha incontrato i giornalisti in sala stampa dopo la vittoria col suo brano “Per sempre sì”, affermando:

“Vorrei condividere con Geolier questo premio visto che qualche anno fa si era visto la sua opera incompiuta”.