Sanremo tra consensi e delusioni: Arisa conquista, i giovani dividono
Il Festival di Sanremo continua a essere molto più di una gara musicale: è uno specchio emotivo del Paese. E quest’anno lo specchio riflette un’Italia spaccata tra entusiasmo e perplessità. Se c’è un nome che mette (quasi) tutti d’accordo è Arisa. La sua esibizione è stata definita da molti “la più autentica” del Festival. Voce potente ma fragile al tempo stesso, interpretazione intensa, zero artifici: un ritorno all’essenza.
Leggi anche É morto il padre di Helena Prestes. L’annuncio e la richiesta in questo momento delicato
Sui social e fuori dal Teatro Ariston si respira un consenso raro. Pubblico trasversale, dai giovanissimi ai nostalgici delle grandi ballate, tutti sembrano riconoscere ad Arisa una credibilità artistica che va oltre la competizione. In un’edizione segnata da sperimentazioni e contaminazioni, la sua presenza è stata percepita come un punto fermo. L’altra grande novità di quest’anno è l’età media dei BIG in gara. Tantissimi volti nuovi, molti under 30, con linguaggi sonori lontani dalla tradizione sanremese. Tra questi spicca Sayf, tra i nomi più discussi e chiacchierati e poi ancora Fulminacci e Leo Gassmann. Tra l’applauso convinto ad Arisa, l’energia dei giovani BIG come Sayf e le critiche di chi si aspettava qualcosa di diverso, il Festival dimostra ancora una volta di essere vivo. Imperfetto, discusso, a tratti controverso.




