Sanremo 2026: il Festival di Carlo Conti riserverà sorprese, ecco cosa è emerso dalle sue nuove parole

Sanremo 2026 non è iniziato con una sigla, ma con un silenzio. Un secondo appena, abbastanza lungo da far capire a tutti che qualcosa era cambiato. Poi il Teatro Ariston ha respirato, come se fosse un organismo vivo, e la musica è tornata a scorrere — diversa, meno ingessata, più curiosa di sé stessa.

Quest’anno il Festival non ha cercato di essere “giovane”, né di difendere ostinatamente la tradizione: ha fatto una cosa più rischiosa, ha smesso di spiegarsi. Le canzoni sono arrivate sul palco come cartoline spedite da luoghi emotivi lontani: c’era chi parlava d’amore usando l’ironia come un paracadute, chi cantava la fine di un mondo personale con una melodia quasi allegra, chi portava tre minuti di caos perfettamente organizzato.

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Durante la conferenza Sarà Sanremo, Carlo Conti ha risposto ad alcune domande rivelando:

“Quest’anno c’è una varietà musicale straordinaria: dal rock al pop più classico, dalle ballad ai brani destinati a diventare tormentoni. Una ricchezza di stili forse persino più ampia rispetto allo scorso anno. La musica italiana sta vivendo un momento di grande fermento. Se guardiamo alla hit parade di dodici anni fa, trovavamo sette o otto brani stranieri e solo due italiani; oggi, invece, la classifica è dominata da dieci canzoni italiane, molte delle quali nate proprio a Sanremo. Questo dimostra quanto la nostra musica stia andando forte. C’è una grande voglia di mettersi in gioco, di sperimentare e proporre idee nuove. Allo stesso tempo assistiamo a un importante ritorno del cantautorato: lo scorso anno la classifica ha riservato sorprese significative con artisti come Lucio Corsi, Brunori Sas e Cristicchi. È un nuovo cantautorato, solido e credibile, che convive però anche con la leggerezza, elemento fondamentale della canzone italiana”.

Poi su Amadeus ha affermato: “L’azienda mi dimostra fiducia, stima tutti i giorni ed è pronta a qualsiasi mia decisione. Io sono al servizio della Rai, pronto a tutto. Le indiscrezioni fanno parte di questo lavoro”.