Da Matteo Salvini arriva lo stop netto a chi prova a rimettere in piedi la vecchia Lega Nord. “Non servono partiti paralleli, la Lega è una”. È il messaggio del segretario, che rivendica: “Siamo forti e governiamo 14 Regioni su 20”.
Una presa di posizione arrivata dal fatto che al Nord il Carroccio sta facendo di nuovo i conti con le sue divisioni interne.
Il vertice con i governatori slitta a prima di Pontida
Il confronto con i presidenti leghisti del Nord, che secondo le indiscrezioni doveva tenersi venerdì, è stato rinviato. La riunione con Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga, Luca Zaia e Maurizio Fugatti si cerca di riprogrammarla comunque prima di Pontida, per arrivare al raduno del 20 settembre con lo scontro quantomeno congelato.
Intanto Salvini prepara la macchina organizzativa del gran raduno: nelle ultime ore ha riunito il team social e dal suo staff fanno sapere che sono già 50 i pullman prenotati.
L’assalto degli ex e il fronte dei governatori
Per il leader leghista il fronte più facile da respingere è quello degli ex che vogliono riesumare la Lega Nord, guidati dall’ex deputato Gianluca Pini. Secondo fonti del Carroccio, dietro ci sarebbe anche Gianni Fava, storico esponente nordista, quasi europeista, che nel 2017 sfidò Salvini al congresso per la segreteria uscendo sconfitto.
Fontana ha già preso le distanze: l’iniziativa “non c’entra assolutamente niente” con le questioni di oggi.
Il nodo vero è un altro. I governatori del Nord non vogliono la vecchia Lega Nord, vogliono cambiare la Lega attuale. Con loro c’è anche Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato e segretario della Lega Lombarda, il cui attivismo fa crescere in molti l’idea di una sua possibile candidatura alla leadership dopo Salvini.
Secondo quanto filtra, Salvini nelle ultime settimane si sarebbe arroccato, vivendo l’offensiva interna come un attacco personale. Il faccia a faccia con i governatori dovrebbe tenersi la prossima settimana. “Non abbiamo ancora stabilito” la data, conferma Fontana.
Manovra e Pontida, le prossime tappe
Nessuna resa dei conti immediata. L’agenda di Salvini prevede un tour nelle feste leghiste tra Toscana, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.
Il passaggio politico più importante è fissato per l’8 e 9 settembre a Roma, dove ministri e vertici della Lega metteranno a punto le priorità per la manovra: flat tax, Isee, pensioni, caro vita, banche ed extraprofitti.
Poi ci sarà Pontida, il 20 settembre. Un appuntamento che misurerà la temperatura del partito.




