Il mondo del basket professionistico, le dinamiche familiari complesse e le sfide legate alla leadership femminile in un ambiente dominato dagli uomini tornano protagonisti in Running Point, la comedy di Netflix che arriva con la sua seconda stagione il 23 aprile.
La serie, ideata da Mindy Kaling insieme a Ike Barinholtz e David Stassen, prende spunto dalla storia reale di Jeanie Buss, proprietaria dei Lakers e coinvolta anche come produttrice esecutiva. La trama segue una squadra immaginaria dell’NBA, i Los Angeles Waves.
Al centro della narrazione c’è Isla Gordon, interpretata da Kate Hudson: una dirigente determinata, spesso non presa sul serio, che deve destreggiarsi tra le pressioni della famiglia e le logiche dure dello sport professionistico. Dopo l’uscita di scena del fratello Cam (interpretato da Justin Theroux), Isla si ritrova a gestire la squadra insieme agli altri due fratelli, Sandy e Ness.
Se nella prima stagione era vista come una sorpresa, ora Isla è sotto osservazione costante. La nuova fase della storia, composta da dieci episodi e ambientata circa un anno dopo gli eventi iniziali, approfondisce ulteriormente il suo ruolo e le tensioni che la circondano.
Nel cast ritroviamo anche Brenda Song, Fabrizio Guido, Chet Hanks, Toby Sandeman e Uche Agada. Per Hudson, questa esperienza ha un valore particolare: poter interpretare lo stesso personaggio per più stagioni le ha permesso di esplorarne meglio la complessità senza dover ripartire ogni volta da zero.
LA TRAMA
Il ritorno del fratello Cam riaccende i conflitti, soprattutto quelli legati all’identità di Isla: come viene percepita dagli altri e come lei stessa si vede. Questo contrasto contribuisce a rendere la stagione ancora più dinamica e ironica.
Oltre al lato sportivo, tra partite e spogliatoi, la serie affronta anche temi legati al ruolo delle donne nel potere. Hudson sottolinea come, rispetto alla lunga storia dell’umanità, la presenza femminile in posizioni decisionali sia ancora relativamente recente. Non si tratta solo di essere sottovalutate, ma anche della difficoltà di esporsi e affermarsi in contesti competitivi.
L’attrice ammette che, nonostante l’esperienza, provare a esprimere apertamente le proprie idee può ancora generare tensione. Secondo lei, la vera parità arriverà quando anche la ricchezza accumulata dalle donne nel tempo sarà paragonabile a quella maschile. Nel frattempo, il percorso continua, passo dopo passo, in un cammino ancora lungo ma in evoluzione.




