È arrivato nella Capitale il 13 luglio con un volo privato, cappellino in testa, sneakers e camicia. Ha 82 anni eppure l’aura è la stessa: quella di chi ha scritto la storia di Hollywood. Robert De Niro è atterrato a Roma per poche ore, ma è bastato per riempire piazza San Cosimato.

Dal tardo pomeriggio i ragazzi del Piccolo America avevano occupato la piazza. Seduti per terra, tra applausi e cori, hanno aspettato uno degli ultimi simboli di un’epoca irripetibile del cinema americano. La ragione della visita è stata semplice: sostenere la battaglia per riaprire le sale abbandonate, ricordando i 50 anni di un film cult. Una lotta iniziata con Bernardo Bertolucci e proseguita fino a Papa Francesco, che trova il suo epilogo nella serata conclusiva de Il Cinema in Piazza con la proiezione di ‘Novecento’.

Sul palco De Niro ha presentato proprio il kolossal di Bertolucci del 1976, che compie 50 anni. Quaranta settimane di riprese per raccontare l’Italia tra fascismo e rivolte, con la macchina da presa che diventa strumento di memoria. Accanto a lui Antonio Monda e Valerio Carocci.

Tra un ricordo e l’altro l’attore si è rivolto al pubblico più giovane. Il messaggio è diretto, senza filtri: “Fidatevi del vostro istinto e delle vostre sensazioni”. Lo ha detto guardando in sala, microfono in mano. E ha aggiunto che il cinema non è solo intrattenimento: “influisce su di te e sulle persone che ti circondano”.

È stato il cuore del suo intervento. Un invito a non delegare, a usare il proprio giudizio, a credere in quello che si sente. Parole che suonano quasi come un testamento artistico, dette in una piazza che per una sera torna a essere sala.

La presenza di De Niro ha accreditato ancora di più la battaglia del Piccolo America. Difendere gli spazi di proiezione significa difendere un’idea di comunità, di incontro, di cultura che resiste agli algoritmi e allo streaming.

Roma lo ha salutato come si saluta un maestro: in piedi, a lungo. De Niro ha risposto con il solito mezzo sorriso, quello dello zigomo e degli occhi di volpe. Poi è ripartito. Un andirivieni lampo, ma con un effetto che resterà. Perché quando un attore come lui dice ai giovani di ascoltarsi, in una piazza di cinema all’aperto, quella frase non svanisce. Resta.