Mavi – Una scelta d’amore, edito Pav, non è un libro sulla genitorialità omosessuale. È un libro sull’ostinazione dell’amore quando tutto intorno ti dice che non hai diritto di esistere.

Tutto nelle sue pagine, è al servizio del battere del cuore.  Mario Santamaria e Pierluigi Valsecchi non scrivono per fare letteratura. Scrivono per lasciare una traccia a Mavi. E si sente.

Il libro inizia e finisce nello stesso posto: in una cameretta a Manerbio, dove una bambina di pochi mesi finalmente dorme pacifica dopo aver attraversato due continenti per trovare casa. Quel momento – “Papà Mario, papà Pierluigi, finalmente siamo a casa! Ora saremo felici!” – è il cuore che tiene insieme 200 pagine di tempesta.

I due papà non sono eroi. Sono feriti che hanno imparato ad amare. Mario racconta senza filtri di essere stato un bambino rifiutato. Sua madre a sei anni gli confessa: “Io non ti volevo, ho fatto di tutto per abortire”. Successivamente, quando le rivela di essere omosessuale, rincara la dose: “Avrei preferito un figlio morto piuttosto che un finocchio!”.
Nella scrittura non c’è vittimismo, c’è un buco che è diventato radice. “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori” – cita De André. E capisci perché per Mario diventare padre non è un capriccio, è una riparazione.

Pierluigi è l’opposto: razionale, riservato, un uomo che non pensava di poter essere padre in questa vita. Finché alla lavanderia, per due euro, il destino lo fa scontrare con Mario. La frase dell’intero narrato che resta addosso è legata al riconoscersi nell’amore e nel legame genitoriale: “Io non esisto senza Mavi, non la posso concepire una vita senza noi tre insieme.”

Non da meno è il racconto del viaggio intrapreso per arrivare fino a Mavi. È un inferno burocratico e umano.
Il libro non edulcora nulla. Il passaggio in Russia che fallisce, poi il Messico: Città del Messico a 2.200 metri, Mario che sviene per l’altitudine, l’attesa infinita in un appartamento.
Fino ad arrivare alla frase che gela il sangue: “Mavi non esiste”. Per settimane, per lo Stato messicano, quella bambina nata pretermine, che faticava a mangiare, che dormiva troppo, legalmente non esisteva. Nessun documento. Se fosse successo qualcosa, nessuno avrebbe potuto portarla in ospedale. Come genitore, leggi quei capitoli sulla tettarella allargata, sullo schema dell’alimentazione grammo per grammo, sul “tamiz ampliado” e piangi.

Tornare a casa è un’altra guerra per i due protagonisti. Pensano tutto sia finito con l’atterraggio in Italia. Invece no. A Manerbio, il 20 giugno, Mavi viene trascritta “parzialmente” solo con un genitore. Per la legge italiana Pierluigi, il papà che ha chiuso il bar per crescere la piccola arrivata, vegliando su di lei di notte, non esiste.

Bisognerà inventarsi un certificato medico, cancellare la prima trascrizione con la madre, ricominciare da zero, per risolvere la lungaggine burocratica. Fino alla data che tatuata addosso: 10 settembre 2024, in cui Pierluigi è finalmente padre davanti alla legge. 13 dicembre 2024 e Mariavittoria Santamaria Valsecchi è cittadina italiana, figlia di due papà.

Il libro pieno d’amore, determinazione, ma anche dolore, non parla semplicemente di GPA, di Russia, di Messico, di tribunali di Brescia. Parla di quello che resta quando tutti se ne vanno: una vicina che si lancia in strada in mutande per salutare Mavi; Loredana, l’amica che regala fasciatoio e lettino e diventa madre di cuore; nonna Nina che entra in punta di piedi e impazzisce di felicità quando finalmente la prende in braccio.

L’ultima parte della narrazione si sofferma sul cerchio solidale dell’amore per Mavi, con le dichiarazioni di amici e parenti portate davanti al giudice. Ê la cosa più potente: è la prova che una famiglia non la fa la biologia, la fa chi decide di metterci la faccia contro i pregiudizi.

Mario dedica a Mavi la Strelitzia, il fiore del Paradiso messicano: il fiore di chi vuole farcela anche quando sembra non esserci speranza. Pierluigi le scrive: “Viaggia anche tu controvento, in libertà”.

E così, il lettore chiude il libro con gli occhi lucidi. Non per pietà, né invidia, ma per il valore della famiglia. Mavi, una scelta d’amore è il libro da leggere a un figlio quando ti chiederà: “Papà, mamma, da dove vengo?”. E la risposta sarà semplicemente una: “Da una scelta d’amore”.