Il principe William finisce sul divano rosso di Graham Norton, tra Cate Blanchett e Robert Irwin, e ride di sé stesso perché da ragazzo si faceva chiamare DJ Xara.
Per la prima volta nella sua storia, la Famiglia Reale ha accettato di giocare su un terreno che non è suo. Non l’intervista istituzionale della BBC, non il documentario patinato, ma il salotto più irriverente e imprevedibile della tv britannica. Quello dove le star si spogliano, bevono, dicono parolacce. E dove i Windsor, fino a ieri, non avevano mai messo piede.
Non è un dettaglio di costume. È strategia.
William ha capito che la monarchia non si difende più dietro il protocollo. Si salva se riesce a sembrare umana. Se il futuro re ammette di aver sognato di fare il poliziotto e poi il dj – e di essere stato scarso – sta dicendo a un pubblico giovane: guardate, sono uno di voi.
E lo fa parlando dell’unica cosa che davvero gli appartiene in modo autonomo: Earthshot. Non i titoli ereditati, non le cerimonie. Il premio per l’ambiente che ha creato nel 2020, che ora porta a Mumbai. È il suo lascito politico, il suo modo per distinguersi dal padre ambientalista senza copiarlo. Norton è stato intelligente a non chiedere di Harry. Perché il messaggio doveva rimanere pulito: ottimismo contro catastrofismo, soluzioni contro lamenti.
C’è chi griderà al populismo reale, alla monarchia che si fa talk show. Ma è esattamente il contrario. Da Diana in poi, i Windsor hanno imparato che il silenzio non protegge più. Se non racconti tu chi sei, lo faranno i tabloid al posto tuo.
Quel “non ero molto bravo” detto ridendo vale più di qualsiasi discorso sul dovere. Perché per una volta, l’erede al trono non ha voluto sembrare perfetto. Ha voluto sembrare simpatico. Ed ha confessato anche di amare Batman, la saga cinematografica a cui non riesce a rinunciare.
E in un’epoca in cui la Corona lotta per rimanere rilevante, la simpatia è l’unica vera corona che conta.
Foto Ig @princeandprincessofwalles




