La giornalista conquista la Torre d’Argento creata da Michele Affidato con I figli dell’odio. Un podio di grande prestigio al termine di un’edizione che ha riunito a Caccuri protagonisti della cultura, delle istituzioni, della magistratura, della medicina e del giornalismo
CACCURI (KR) – È Cecilia Sala, con I figli dell’odio (Mondadori), la vincitrice della XV edizione del Premio Letterario Caccuri. La proclamazione è avvenuta a Caccuri al termine della serata finale condotta da Gianluigi Nuzzi e Laura Freddi, chiudendo un’edizione particolarmente prestigiosa, capace di portare nel borgo crotonese personalità di assoluto rilievo nazionale e internazionale e di richiamare un pubblico numerosissimo, che ha gremito gli spazi della manifestazione nelle diverse serate.
A Cecilia Sala va la tradizionale Torre d’Argento, realizzata dal maestro orafo Michele Affidato, simbolo del Premio e riconoscimento assegnato alla migliore opera finalista.
Il risultato premia il lavoro di Sala, giornalista e inviata, che nel suo libro affronta alcuni dei principali conflitti e nodi geopolitici del nostro tempo, con particolare attenzione al Medio Oriente e all’Iran.
Particolarmente significativo anche il risultato degli altri tre finalisti. Tommaso Cerno, con Le ragioni di Giuda (Rizzoli), Pietro Grasso, con U Maxi (Feltrinelli), e Luca Sommi, con Solo amore (Paper First), hanno conquistato ex aequo il secondo posto, confermando l’altissimo livello della rosa dei finalisti.
Il podio fotografa così una competizione di straordinaria qualità, che ha messo a confronto quattro personalità profondamente diverse per formazione, esperienza e sensibilità, accomunate dalla capacità di utilizzare la saggistica come strumento di interpretazione della contemporaneità.
Ma la XV edizione del Premio Caccuri non è stata soltanto una sfida letteraria. È stata una vera e propria agorà culturale, nella quale per giorni si sono incontrati libri, attualità, istituzioni, informazione, giustizia, medicina, scienza e spettacolo.
Tra i momenti più prestigiosi, la presenza di Elisabetta Belloni, insignita del “Premio Caccuri per l’alto servizio istituzionale”. L’ambasciatrice, intervistata dalla giornalista Rai Adele Grossi, ha offerto una riflessione di alto profilo sulle grandi trasformazioni geopolitiche, sul futuro dell’Europa, sulla necessità di una leadership capace di coniugare competenza e spirito di servizio e sulle sfide legate all’immigrazione.
Particolarmente significativa anche la presenza di Claudia Eccher, componente del Consiglio Superiore della Magistratura, che ha contribuito con la sua autorevolezza istituzionale ad arricchire il confronto sui temi della giustizia e delle istituzioni. La sua presenza, accanto a quella di Belloni, ha rappresentato uno dei tratti distintivi di un’edizione caratterizzata da un parterre istituzionale di assoluto livello.
LA SERATA CRIME
Grande partecipazione e particolare interesse ha suscitato la serata dedicata alla cronaca nera e giudiziaria, condotta da Vittoriana Abate e Cataldo Calabretta, due professionisti da anni impegnati nell’approfondimento dei più importanti casi di cronaca del nostro Paese.
Sul palco, insieme ai conduttori, Claudia Eccher, componente del CSM, Laura Sgrò, avvocato penalista e legale della famiglia di Emanuela Orlandi e Ilenia Petracalvina, giornalista e conduttrice Rai. Un confronto di alto profilo sui grandi casi di cronaca, sul rapporto tra informazione e giustizia, sul ruolo degli avvocati e dei magistrati e sulla necessità di raccontare le vicende giudiziarie con rigore, equilibrio e rispetto delle persone coinvolte.
Una serata che ha saputo unire esperienza giornalistica, competenza giuridica e sensibilità istituzionale, trasformando il palco di Caccuri in un luogo di approfondimento su alcuni dei temi più delicati della contemporaneità.
NICOLA GRATTERI E LA LOTTA ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
Separato e altrettanto atteso l’incontro con il procuratore Nicola Gratteri, protagonista di un intenso confronto con Riccardo Giacoia, giornalista Rai sui temi della criminalità organizzata, delle mafie e delle rotte internazionali del narcotraffico, a partire dal volume Cartelli di sangue. Le rotte del narcotraffico.
La presenza di Gratteri ha conferito ulteriore forza al programma della manifestazione, ribadendo l’impegno del Premio Caccuri nel promuovere momenti di riflessione sui temi della legalità, della giustizia e del contrasto alla criminalità organizzata.
MADULI E IL VALORE DELL’INFORMAZIONE
Di particolare rilievo anche la partecipazione di Domenico Maduli, editore del network LaC, che ha portato a Caccuri una riflessione sul ruolo dell’informazione contemporanea e sulla responsabilità dell’editoria nel raccontare i territori.
Maduli ha sottolineato il valore di un’informazione capace di non limitarsi alla cronaca, ma di diventare strumento di crescita civile, culturale ed economica. Un’editoria radicata nel territorio, ma con la capacità di guardare oltre i confini regionali, valorizzando le eccellenze e dando voce alle comunità.
La sua presenza ha contribuito ad arricchire il confronto sul rapporto tra media, cultura e territorio.
Sul fronte economico, Caccuri ha ospitato anche Carlo Cottarelli, protagonista di un confronto con Daniela Tagliafico sul suo volume L’economia facile.
LA CITTADINANZA ONORARIA A ROBERTO SERGIO
Tra i momenti istituzionali più significativi dell’edizione, il conferimento della cittadinanza onoraria di Caccuri a Roberto Sergio, direttore generale della Rai e di San Marino RTV.
Un riconoscimento che ha rappresentato un ulteriore momento di prestigio per la manifestazione e un ideale ponte tra Caccuri e il mondo del servizio pubblico radiotelevisivo, sottolineando il valore della cultura e dell’informazione come strumenti di promozione e valorizzazione del territorio.
MEDICINA, SCIENZA E CULTURA
Un capitolo importante è stato dedicato alla medicina e alla scienza, con la presenza di due autorevoli protagonisti, Massimo Massetti e Alfonso Agnino.
Massetti, luminare della cardiochirurgia, è stato protagonista di un approfondimento sul suo libro Sua Maestà il cuore, dedicato al cuore, alla prevenzione e alle nuove frontiere della cardiochirurgia.
Agnino ha invece affrontato il tema di grande attualità del rapporto tra intelligenza artificiale e medicina, offrendo una riflessione sulle opportunità e sulle sfide che le nuove tecnologie pongono al mondo sanitario.
La cultura letteraria ha trovato una voce particolarmente raffinata in Andrea Di Consoli, scrittore e intellettuale tra le personalità più originali della cultura contemporanea, protagonista di un omaggio a Grazia Deledda, a cento anni dal Premio Nobel, con Canne al vento.
Non sono mancati momenti dedicati all’informazione e al giornalismo, confermando la capacità del Premio di mettere in dialogo scrittori, giornalisti, magistrati, studiosi e protagonisti della vita pubblica.
E, accanto ai contenuti culturali, anche lo spettacolo ha avuto il suo spazio, con momenti di intrattenimento affidati a protagonisti come Gabriele Cirilli, Maurizio Ferrini e Giovanni Fabiano, capaci di alternare riflessione e leggerezza e di rendere le serate di Caccuri un appuntamento popolare oltre che culturale.
Numerosi sono stati inoltre i protagonisti che hanno animato le diverse giornate della XV edizione, contribuendo alla ricchezza e alla varietà del programma. Tra questi Giada Fazzalari, giornalista raffinata, preparata e attenta interprete dell’attualità; Ugo Floro, apprezzato giornalista e conduttore televisivo e radiofonico; Savino Zaba, conduttore Rai, volto e voce autorevole della radio e della televisione; Paolo Di Giannantonio, storico giornalista e volto del servizio pubblico; Raffaele Genah, giornalista e inviato di grande esperienza; Mimmo Calopresti, grande regista e protagonista di un importante incontro dedicato al cinema e alla cultura; Maria Primerano, scrittrice e autrice, che ha contribuito con la sua sensibilità e il suo percorso culturale ad arricchire il programma della manifestazione.
IL LAVORO DELL’ACCADEMIA E DEL COMITATO DIRETTIVO
Dietro il successo della XV edizione c’è il lavoro dell’Accademia dei Caccuriani e, in particolare, del Comitato Direttivo composto dal presidente Adolfo Barone, da Olimpio Talarico e da Cataldo Calabretta.
Un lavoro costruito nel tempo con visione, passione e capacità organizzativa, che ha permesso al Premio di crescere progressivamente fino ad assumere una dimensione sempre più ampia e autorevole.
Adolfo Barone, alla guida dell’Accademia, ha rappresentato il punto di riferimento istituzionale e organizzativo della manifestazione, sostenendo con determinazione la crescita del Premio e il suo radicamento nel territorio. Olimpio Talarico ha contribuito in maniera decisiva alla costruzione e allo sviluppo del progetto culturale, lavorando alla programmazione e alla crescita di una manifestazione che ha saputo consolidare nel tempo la propria identità.
Cataldo Calabretta ha affiancato alla responsabilità organizzativa una particolare attenzione alla costruzione dei contenuti e alla valorizzazione del rapporto tra cultura, informazione, diritto e attualità.
È stato un lavoro di squadra che ha consentito di costruire un programma capace di alternare grandi protagonisti e linguaggi differenti, mantenendo al centro la qualità culturale e il rapporto con il territorio.
A fare da cornice alla manifestazione, il ruolo della comunità e dell’amministrazione comunale. Il sindaco di Caccuri, Luigi Quintieri, ha accompagnato il percorso della XV edizione sottolineando il valore culturale e identitario del Premio e la sua capacità di promuovere il borgo e il territorio ben oltre i confini regionali.
La straordinaria partecipazione di pubblico registrata durante le serate ha rappresentato la conferma più concreta del legame ormai consolidato tra il Premio, Caccuri e il suo pubblico.
Caccuri si è così trasformata ancora una volta in un grande crocevia di idee. Un piccolo borgo della provincia di Crotone ha ospitato protagonisti che appartengono ai grandi circuiti nazionali e internazionali, dimostrando che la qualità culturale non dipende dalla dimensione geografica di un luogo.
La vittoria di Cecilia Sala, il secondo posto ex aequo di Cerno, Grasso e Sommi, il prestigio degli ospiti, la grande partecipazione di pubblico e la ricchezza del programma consegnano alla storia una XV edizione di altissimo livello, nella quale il Premio Caccuri ha confermato la propria identità di manifestazione capace di unire saggistica e attualità, cultura e territorio, istituzioni e società.
Dal cuore della Calabria, Caccuri ha dimostrato ancora una volta che la cultura non ha bisogno di grandi capitali per essere grande: ha bisogno di idee, di persone capaci di coltivarle e di un luogo disposto ad ascoltarle.



































