Le ultime sull’uccisione della donna
La Squadra Mobile di Napoli ha fermato Giuseppe Musella, 28 anni, fratello di Jlenia Musella, la giovane di 22 anni uccisa con una coltellata alla schiena a Ponticelli. Il provvedimento, emesso dalla Procura di Napoli per omicidio volontario, è stato notificato mentre il 28enne si trova nel carcere di Secondigliano. Secondo quanto ricostruito, Jlenia è stata colpita in via al Chiaro di Luna e poco dopo è deceduta all’ospedale Villa Betania. Il fratello si sarebbe consegnato spontaneamente alla polizia, ammettendo le proprie responsabilità.
Vita familiare e contesto
Jlenia e Giuseppe vivevano insieme nel rione Conocal. La madre e il patrigno erano già detenuti. Tra i due fratelli, secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dal pm Ciro Capasso, vi erano frequenti contrasti. La ragazza cresceva in un contesto complesso, legato anche a persone coinvolte nella malavita locale.
Nei suoi post sui social, Jlenia esprimeva affetto verso il fratello: «Non vorrei mai vederti soffrire perché se stai bene tu, sto bene anch’io. Sei tutto per me». Recentemente era diventata zia di un neonato, che definiva «il mio orgoglio». Sul suo profilo Instagram condivideva momenti di divertimento, come una serata in discoteca a Castellaneta con il dj Joseph Capriati, con video della performance e foto del suo outfit: tuta nera aderente e stivali con tacco alto.
Legami familiari e social
Sul profilo Facebook di Jlenia, fermo al 2016, figura una foto dello zio Antonio Musella, arrestato per racket nel blitz contro il clan Circone, definito dalla giovane «il suo unico amore». L’ultimo post pubblicato è dedicato al padre: «È bello stare con te anche per poche ore, ti amo babbo». Anche il padre e la madre sarebbero stati in passato arrestati, rispettivamente per omicidio e altri reati. Tra le foto condivise da Jlenia vi sono ricordi di viaggi in Puglia, Spagna e Ibiza.




