Dieci anni dopo, lo stile che ha segnato un’intera generazione torna nei guardaroba italiani, mentre cambiano strumenti e abitudini di acquisto

Filtri fotografici, festival estivi e una moda più istintiva e giocosa. Il 2016, che sembrava ormai archiviato nei ricordi digitali, è tornato a occupare uno spazio centrale nell’immaginario contemporaneo. Dai social network ai negozi online, cresce una nostalgia che non riguarda solo l’estetica ma anche un modo diverso di vivere e raccontarsi. Un ritorno che nel 2026 si traduce in scelte di consumo sempre più evidenti.

Secondo i dati più recenti di Klarna, rete globale di pagamenti e shopping basata su intelligenza artificiale, i prodotti simbolo di metà anni Dieci stanno registrando una crescita significativa anche in Italia. Il confronto tra i primi venti giorni del 2026 e lo stesso periodo del 2025 mostra come il desiderio di recuperare capi e accessori iconici sia diventato una vera tendenza, alimentata dalla ricerca di un’epoca percepita come più leggera e spontanea.

Al centro di questo ritorno ci sono alcuni elementi chiave del guardaroba di allora. Le vendite di t shirt a righe aumentano del 91 per cento, mentre i cappellini da baseball da donna segnano la stessa crescita. Anche il denim torna protagonista con i jeans a vita alta che registrano un incremento del 27 per cento, confermando come le silhouette del 2016 stiano nuovamente definendo lo stile quotidiano.

L’estetica dei festival, uno dei simboli più riconoscibili di quegli anni, emerge come uno dei motori principali del revival. Gli outfit da festival per donna crescono del 211 per cento e gli accessori dedicati del 108 per cento. A riaffiorare sono anche dettagli più piccoli ma fortemente evocativi come i tatuaggi temporanei che aumentano del 71 per cento e le luci decorative a led che crescono del 33 per cento, richiamando atmosfere domestiche curate e pronte per essere condivise sui social.

Il ritorno al 2016 coinvolge anche oggetti legati alla creatività e alla produzione di contenuti. Le vendite di penne gel crescono del 23 per cento e quelle dei set di matite colorate del 26 per cento. Aumentano anche i treppiedi per smartphone con un più 31 per cento, segnale di una rinnovata attenzione verso la creazione di immagini e video, oggi pensati per piattaforme profondamente diverse rispetto a dieci anni fa.

Per molti consumatori questa riscoperta non si limita alla moda. Secondo Karin Haglund, consumer insights expert di Klarna, la nostalgia del 2016 è legata a un periodo in cui i social media venivano vissuti come più semplici e meno costruiti. Il ritorno a certi prodotti diventa quindi un modo per riconnettersi con quell’energia e riportarla nella quotidianità.

Se l’estetica di quegli anni è tornata, il modo di fare shopping è invece cambiato in modo radicale. Strumenti come i pagamenti flessibili, quasi inesistenti nel 2016, oggi fanno parte delle abitudini di acquisto. Dall’arrivo di Klarna in Italia nel 2020, la possibilità di suddividere la spesa nel tempo ha reso più accessibile anche l’acquisto di capi e oggetti legati alla nostalgia, senza incidere eccessivamente sul budget mensile.

Anche la tecnologia ha trasformato l’esperienza complessiva. Gli strumenti basati su intelligenza artificiale permettono di confrontare prezzi, consultare recensioni e individuare offerte in pochi secondi. Il cashback consente inoltre di ottenere una parte della spesa indietro, rendendo lo shopping più consapevole e orientato al valore.

Nel 2026 il passato viene così riletto attraverso strumenti nuovi. I codici visivi del 2016 tornano a vivere nei guardaroba e nelle case, mentre il presente ridefinisce il modo di acquistarli. Un incontro tra memoria e innovazione che racconta molto di come cambiano i desideri, ma anche di come evolve il rapporto con il consumo.