C’è un filo sottile che unisce le case italiane nel giorno di Pasqua: profuma di cucina, di ricette tramandate e di tavole apparecchiate con cura. Anche nel 2026, la festa si conferma soprattutto domestica: ben 7 italiani su 10 scelgono di celebrarla tra le mura di casa, propria o di parenti e amici. Un ritorno alla convivialità autentica, fatta di gesti semplici e relazioni strette.
La tavola pasquale riunisce mediamente sei persone, in un’atmosfera calda e familiare. La spesa si attesta intorno ai 76 euro a famiglia, segnando un lieve calo rispetto allo scorso anno. Un dato che racconta un’attenzione maggiore al budget, senza però rinunciare alla qualità e al valore simbolico del cibo.
Se la maggioranza resta fedele alla tradizione casalinga, c’è anche chi opta per soluzioni diverse: il 17% degli italiani sceglie ristoranti e agriturismi, mentre un 7% sogna una Pasqua all’aria aperta, complice il meteo favorevole. Rimane poi una quota di indecisi che si affida all’ultimo momento.
In cucina, il tempo dedicato alla preparazione del pranzo diventa parte integrante della festa: in media un’ora e mezza, ma quasi un italiano su cinque si cimenta in preparazioni più elaborate, arrivando fino a tre ore. Pochissimi, invece, cedono alla tentazione dei piatti pronti o del delivery: segno che il “fatto in casa” resta un valore forte, soprattutto nelle occasioni speciali.
In un’epoca di cambiamenti rapidi, la Pasqua resta una delle feste più radicate nella quotidianità italiana. Non è solo una ricorrenza religiosa, ma un momento di pausa, di ritorno alle origini. Perciò, che sia attorno a una tavola imbandita o su una coperta stesa al sole, il cuore della festa rimane lo stesso: stare insieme, celebrando il gusto e il tempo condiviso.




