La richiesta della Procura
Questa mattina, 25 novembre, in Tribunale a Milano, la Procura ha chiesto che Chiara Ferragni, per il reato di truffa aggravata venga «condannata a un anno e otto mesi». La richiesta è stata presentata al giudice durante l’udienza predibattimentale relativa al pandoro Balocco e alle uova pasquali Dolci Preziosi, prodotti che erano stati sponsorizzati dall’agenzia dell’influencer come legati a due diverse operazioni di beneficenza.
Con Ferragni, il procuratore aggiunto Eugenio Fusco ha chiesto la stessa pena per l’allora braccio destro, Fabio Maria Damato. Per Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia, è stato chiesto un anno di reclusione. La prossima udienza è fissata per il 5 dicembre, quando interverranno gli avvocati difensori Marcello Iannaccone e Marcello Bana, che punteranno all’assoluzione.
Il giudice ha anche ammesso la costituzione di parte civile dell’associazione «Casa dei consumatori», l’ultima rimasta poiché le altre avevano già raggiunto accordi transattivi. Complessivamente, tra le sanzioni del Garante del mercato e della concorrenza e i presunti danni, Ferragni ha già versato 3,4 milioni di euro prima ancora che il processo entrasse nel vivo.
I tre imputati, tramite i loro legali, hanno chiesto il rito abbreviato, che prevede una riduzione di un terzo della pena, che per il reato di truffa aggravata può variare da uno a cinque anni di reclusione. Alla riduzione della pena complessiva concorrono anche i risarcimenti già effettuati e il fatto di essere incensurati.
Questa mattina Ferragni era presente in aula ma, per evitare l’assalto dei fotografi, è stata fatta entrare prima dell’apertura degli uffici giudiziari. «Tutto quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto in buona fede», ha dichiarato spontaneamente in aula.




