La Banca Centrale Europea ha messo nero su bianco: le banconote che usiamo ogni giorno avranno un volto nuovo entro la fine del 2026.

Ad annunciarlo è stata Christine Lagarde. Dieci concept arrivati in finale, scelti tra più di 1.200 candidature. Ora si attende la versione definitiva. La novità? Saranno i cittadini a scegliere cosa prediligono, con una consultazione pubblica attiva fino al 21 settembre, che li porterà a votare sul sito della Banca Centrale Europea.

Il messaggio è chiaro: meno simboli astratti, più storie europee da raccontare. Personaggi e paesaggi al posto di archi e finestre. La BCE ha deciso di puntare su due direttrici: il patrimonio culturale e l’ambiente naturale. Fiumi e uccelli faranno da filo conduttore.

Ecco chi, secondo la selezione interna, potrebbe finire sulla carta moneta:

• Taglio da 5: Maria Callas. La voce greco-americana che ha segnato la lirica mondiale, icona del palcoscenico.
• Tagli da 10 e 20: Ludwig van Beethoven e Marie Curie. Musica e scienza, Germania e Polonia-Francia, due premi Nobel in una.
• Taglio da 50: Miguel de Cervantes. Lo scrittore iberico che ha regalato al mondo Don Chisciotte.
• Tagli da 100 e 200: Leonardo da Vinci e Bertha von Suttner. Il genio rinascimentale italiano e la pacifista austriaca, prima donna a ricevere il Nobel per la Pace.

Al verso, invece, niente più architetture immaginarie. Ci saranno rappresentazioni fluviali con volatili tipici e, sul retro, gli edifici delle istituzioni UE.

Il web immagina il futuro

Mentre la BCE lavora al design ufficiale, i social si sbizzarriscono. Alcune pagine hanno preso le bozze e le hanno trasformate in “banconote ideali”. Un esempio: un 50 euro dai toni arancio-viola con il ritratto di Mina. Nessun legame con il progetto reale, solo un esercizio di stile che ha raccolto migliaia di interazioni.

Il tema scalda: la gente vuole soldi che parlino di identità.

Cosa cambia davvero
Dal 2026 i ponti e le porte lasceranno spazio a nomi e volti. L’euro smette di essere neutro per diventare narrativo.

È una scelta politica e culturale. Mettere Callas, Curie o Da Vinci in tasca significa dire che l’Europa si riconosce nei suoi artisti e nei suoi scienziati. E nei suoi fiumi.

La stampa partirà dopo la scelta finale. Intanto una cosa è certa: la prossima volta che pagheremo, potremmo avere in mano un pezzo di storia.