Il film dal 3 aprile
“Non abbiam bisogno di parole”, il film che segna il debutto attoriale di Sarah Toscano, diretto da Luca Ribuoli e con la partecipazione di Serena Rossi, sarà disponibile da venerdì 3 aprile in esclusiva su Netflix.
Il film, produzione originale Netflix, è realizzato da Our Films (gruppo Mediawan) e PiperFilm, in collaborazione con Circle One.
“Non abbiam bisogno di parole” è tratto dal film La Famille Bélier, diretto da Éric Lartigau e scritto da Victoria Bedos, Stanislas Carré de Malberg, Éric Lartigau e Thomas Bidegain, da un’idea originale della stessa Bedos.
Sinossi
A differenza dei suoi genitori, Eletta (Sarah Toscano) è udente e scopre di avere una voce straordinaria. Quando la sua insegnante di canto (Serena Rossi) la incoraggia a sostenere un’audizione per una prestigiosa scuola di musica, il suo sogno sembra prendere forma. Ma realizzarlo significherà affrontare una scelta difficile: lasciare indietro la propria famiglia.
Il film è un adattamento de La Famille Bélier, grande successo di botteghino in Francia e premiato con l’Oscar nella sua versione americana, CODA. Si inserisce in un percorso professionale in cui mi sono spesso confrontato con la sfida di reinterpretare opere di successo, trasformandole in nuove esperienze narrative.
Mi è già accaduto con alcune serie televisive – Grand Hotel, La mafia uccide solo d’estate, Noi, Call My Agent – dove ho cercato ogni volta di intercettare il senso di una versione italiana, dando a ciascun progetto la possibilità di avere una propria identità. Per questo preferisco parlare di adattamento e non di remake: “Non abbiam bisogno di parole” nasce con l’ambizione di essere un racconto necessario e originale.
È la prima volta che in Italia viene realizzato un film dedicato al mondo delle persone Sorde, interpretato da attori Sordi. Ed è anche il primo film di Sarah Toscano.
L’adattamento è stato sviluppato insieme a Cristiana Farina, autrice tra l’altro della serie Mare Fuori. Ho voluto lavorare con lei per la sua sensibilità e la sua capacità di unire profondità emotiva e leggerezza, qualità fondamentali per raccontare una storia così intensa ma anche ironica.




