Ci sono confessioni che arrivano piano, a voce bassa. Quella di Monica Guerritore è arrivata con un video su Instagram. Senza filtri, con gli occhi lucidi e la forza di chi ha deciso di parlare solo quando la tempesta è passata.

“Oggi ho terminato il ciclo di chemioterapia”. Sei sedute. Sei mesi vissuti tra set, teatro e ospedale. Senza dirlo a nessuno.

La scoperta ad aprile
Tutto è cominciato a metà aprile, racconta. Un controllo di routine. Un valore sballato: il CA 125, il marcatore tumorale.
“Ho chiamato subito il mio oncologo, il professor Cortesi. Dopo pochi giorni ho iniziato il primo trattamento. Il primo di sei”. Non era la prima volta che l’attrice si confrontava con un tumore. Ma fino ad ora non c’era mai stato bisogno della chemio.

E il destino, come spesso fa, ha scelto il momento peggiore. Il giorno dopo la prima cura doveva volare a Nizza. L’aspettavano due settimane di prove all’Opéra Nice Côte d’Azur per “Le Villi” di Puccini, dove era la voce narrante. “Non ci ho pensato un attimo a fermarmi. Mi sono detta: ce la faccio. E sono partita”.

Tra palcoscenico e ospedale
Quelle settimane al teatro, dice, l’hanno salvata. La musica, la messa in scena, Puccini. “Mi hanno staccata dal pensiero di quello che avevo iniziato”. Il conto da pagare è arrivato al ritorno a Roma. I capelli che cadono. Il pianto sul divano, abbracciata a suo marito. “La mia roccia”.

Eppure gli impegni non si sono fermati. Maggio, giugno, luglio pieni di presentazioni per “Anna”, il suo primo film da regista e interprete dedicato ad Anna Magnani.
“Non dovevo parlare di me. Dovevo parlare del film”. Così ha fatto quello che sa fare meglio: recitare. Parrucca, frangetta, taglio nuovo. Dietro quell’immagine impeccabile c’era una donna in cura. Ai Nastri d’Argento, ai Globi d’Oro, è andata lo stesso. “Avevo paura. Invece ho trovato rispetto, delicatezza, solidarietà. Grazie”.

“La malattia arriva anche dalla fragilità”
Monica non nasconde il pensiero che la accompagna: “Ci si ammala quando le difese calano. Quel valore è schizzato su per un dispiacere, per un’amarezza. In quella fragilità ha trovato spazio”. Ma oggi il tono cambia. È sollievo. “Ho finito. Tutte e sei le chemio. È andato bene grazie ai medici, al professor Cortesi, alla nostra sanità e alla ricerca che va avanti e ci protegge”.

E poi i ringraziamenti più intimi: le figlie con il “cappuccino di tè” ogni mattina. Il marito, “mano nella mano, giorno e notte, soprattutto la notte”. E l’amore, “che per chi fa questo percorso è tutto”.

“Ora Anna può camminare da sola”
La confessione si chiude con una richiesta e un annuncio. “Chiedo scusa alle amiche del mondo: non ne ho parlato prima. Lo faccio ora, con le mie parole”. E la buona notizia: dal 1° settembre “Anna” arriva su Sky Primafila. “Ora può andare avanti da sola. E sarete voi a farla vivere”.

Chiude con un sorriso e una promessa leggera: “Forse per un po’ mi divertirò a cambiare look. Bionda, rossa… chissà quale altra donna sta per nascere”.

Monica Guerritore ha scelto di raccontare tutto quando era finita. Non per pietà, ma per restituire. Per dire a chi sta combattendo la stessa battaglia: non sei sola. Ha lavorato, ha promosso un film, è andata in scena, mentre dentro affrontava la chemio. E ha usato il suo mestiere, la recitazione, come scudo. Oggi mette in scena la cosa più difficile: la verità e la fatica della malattia.