C’è un modo nobile di stare a Ballando con le stelle, sfruttando il percorso per imparare e fare arte donandosi nel vissuto e nell’esperienza professionale. Monica Guerritore lo sta incarnando dalla prima puntata, con eleganza piena e veri passi di danza. Non a caso è stata denominata “domina” da Francesca Fialdini.

A 67 anni, con alle spalle Rossella, Lady Macbeth, Io e lui, oltre che con la storia del teatro italiano cucita addosso, poteva benissimo dire di no a Milly Carlucci. Avrebbe avuto tutte le ragioni: troppa esposizione, troppo reality per chi ha fatto Strehler e Ronconi. E invece ha detto sì. E il suo sì sta diventando una delle cose più belle di questa edizione.

Perché Guerritore non balla per vincere. Balla per raccontare. Quando entra in sala, non entra la “concorrente di Ballando”. Entra un’attrice. Schiena dritta, sguardo fiero, quella consapevolezza di chi non ha bisogno di dimostrare niente a nessuno e proprio per questo può permettersi di mettersi in gioco. Non ha paura di sembrare goffa, non ha paura del giudizio, non ha paura del televoto e nemmeno di raccontare il duro percorso che sta affrontando o di valorizzare la sua mimica per quel che è, senza ritocchini. Perché il suo volto, come raccontanto nella clip di esordio della seconda puntata del programma, è funzionale al mestiere dell’attore: raccontare la vita.

Guerritore ha la credibilità che solo i grandi artisti hanno. E si vede. Si vede nel rispetto quasi sacrale che ha per il suo maestro, nella disciplina feroce con cui studia, nel modo in cui trasforma ogni coreografia in un piccolo monologo teatrale. Non è una che impara i passi. È una che li interpreta. Un tango può diventare gelosia, un valzer nostalgia, una rumba passione matura.

In un programma che vive di competizione e a volte anche di polemiche, Monica Guerritore porta una cosa fuori moda e per questo rivoluzionaria: la serietà.

La sua forza sta tutta lì. Non ha bisogno di strizzare l’occhio, di fare la ragazzina, di inventarsi un personaggio. Le basta essere Monica. Una donna che ha vissuto, amato, sofferto, recitato. Una donna che non nasconde le rughe, non nasconde gli anni, anzi li porta come medaglie che luccicano agli occhi del pubblico. Perché a casa, davanti alla tv del sabato sera, non si premia solo il piede a martello o la spaccata. Si premia la verità. E Guerritore è vera.

Vedere una signora del cinema e del teatro che si rimette in discussione, che suda, che si emoziona come una debuttante, è una lezione. È la lezione che il talento non conosce fine. Che la classe non è acqua. Che si può essere popolarissimi senza mai essere populisti. Ballando con le stelle, quest’anno, ha trovato la sua stella. Non quella che brilla di più. Quella che illumina meglio.