La moda entra sempre più stabilmente nei musei e nella primavera 2026 lo fa con un calendario internazionale di esposizioni che raccontano non solo abiti e accessori, ma interi immaginari culturali. Dall’Italia a Parigi, passando per Berlino, Vienna e Los Angeles, le mostre dedicate alla moda trasformano l’abito in documento storico, linguaggio artistico e chiave di lettura del presente.

Rimini racconta 75 anni di Made in Romagna

A Rimini, nei Palazzi dell’Arte, fino al 24 maggio è visitabile Riviera Dream Vision, esposizione che ripercorre settantacinque anni di moda Made in Romagna attraverso oltre 80 abiti, 120 calzature, bozzetti, fotografie storiche e materiali d’archivio.
In mostra il percorso creativo di firme come Alberta Ferretti, Moschino, Iceberg e delle eccellenze calzaturiere del territorio come Gianvito Rossi. Tra i pezzi più curiosi, gli stivaletti indossati da Michael Jackson nel video Bad e quelli realizzati per Beyoncé.

A Parigi il Settecento incontra la moda contemporanea
Al Palais Galliera fino al 12 luglio 2026 è allestita Fashion in the 18th Century. A Fantasized Legacy, un viaggio tra silhouette, tessuti e codici estetici del Settecento riletti dalla contemporaneità. Tra i pezzi più attesi figura un corsetto attribuito a Marie Antoinette, mentre il percorso mette in dialogo il XVIII secolo con maison come Chanel, Christian Dior e Vivienne Westwood.

Trieste indaga il potere dello styling
Negli spazi di ITS Arcademy, dal 26 marzo 2026 al 3 gennaio 2027, la mostra EXPOSURE – The Power of Being Seen analizza il ruolo dello stylist nella costruzione dell’identità visiva contemporanea. Curata da Tom Eerebout, raccoglie outfit indossati da Lady Gaga, Harry Styles, Madonna e Damiano David.

A Roma dialogo tra Valentino e arte contemporanea
A PM23, fino al 31 maggio 2026, VENUS – Valentino Garavani through the eyes of Joana Vasconcelos mette in relazione 33 abiti di Valentino Garavani con 12 opere dell’artista portoghese Joana Vasconcelos.
Il cuore della mostra è la grande installazione Valchiria VENUS, simbolo di dialogo tra alta moda, inclusione sociale e creatività collettiva.

Berlino celebra Madame Grès
Dal 15 maggio all’11 ottobre 2026 il Kunstgewerbemuseum dedica una grande esposizione a Madame Grès con Many Shades of Grès. Oltre 25 modelli raccontano l’arte del drappeggio e del plissé che rese celebre la stilista amata da Grace Kelly e Marlene Dietrich.

Vienna riscopre Helmut Lang
Al MAK – Museum of Applied Arts fino al 3 maggio 2026, HELMUT LANG. SÉANCE DE TRAVAIL 1986–2005 ripercorre il minimalismo rigoroso di Helmut Lang.
Più che una retrospettiva, la mostra è un’immersione nel processo creativo di uno dei designer che più hanno influenzato il lessico visivo contemporaneo.

Los Angeles e la nostalgia degli anni Novanta
Infine a ASU FIDM Museum, Obsessed: Fashion and Nostalgia in the ‘90s rilegge il decennio del grunge, del minimalismo e delle supermodelle.
Tra i protagonisti figurano Marc Jacobs, Jean Paul Gaultier, Martin Margiela e John Galliano, in un percorso che restituisce il fascino di un’epoca pre-digitale ancora fortemente presente nell’immaginario contemporaneo.

La primavera 2026 conferma così la moda come linguaggio culturale globale fatta non solo di passerella, ma di memoria, ricerca e racconto del tempo.