La differenza con Parigi

A pochi giorni dall’apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina, il pensiero corre inevitabilmente ai Giochi francesi del 2024, ricordati anche per i letti di cartone e i materassi di plastica. Stavolta, però, la situazione sembra ben diversa: gli atleti stanno arrivando a Milano e in Alta Quota e, tra sistemazioni e prime impressioni, il confronto con Parigi è quasi automatico.

Tra i primi a mostrare la propria stanza c’è stata la pattinatrice sul ghiaccio Phebe Bekker, che ha condiviso un video dal villaggio olimpico milanese. Con un po’ di ironia, la giovane atleta ha testato personalmente il materasso: il verdetto è positivo, almeno per la sua camera. Il letto «sembra bello» e la rigidità del materasso è giudicata più che adeguata.

A Milano le camere, singole o doppie, sono essenziali ma ben arredate: letto, comodino, armadio e bagno privato completo di doccia, lavabo, wc e immancabile bidet. Ogni scelta d’arredo è pensata per un doppio uso: durante le Olimpiadi, funzionale per gli atleti; dopo i Giochi, il villaggio sarà trasformato in uno studentato.

In montagna la situazione cambia leggermente. A Livigno, racconta la sciatrice australiana Daisy Thomas, l’atmosfera ricorda più un hotel che un villaggio olimpico, con stanze spaziose e confortevoli. Concorda lo snowboarder svizzero Jonas Hasler, che sui social mostra una camera ampia, dotata di bagno privato e finestre panoramiche.

Il verdetto finale è chiaro: questa volta, almeno sul fronte delle sistemazioni, l’Italia sembra avere la meglio sulla Francia.