La denuncia dell’atleta

Angela Romei non farà parte della squadra azzurra di curling ai Giochi olimpici di Milano-Cortina. La decisione è stata presa dalla Federazione sport del ghiaccio, che ha escluso la 28enne – atleta cresciuta sportivamente a Pinerolo e protagonista del quarto posto ai Mondiali 2024 in Canada – sostituendola con Rebecca Mariani, 19 anni, alla sua prima convocazione nella nazionale senior.

Romei era considerata una delle colonne del gruppo: con il team ha centrato risultati di rilievo a livello internazionale e ha ricevuto anche il Frances Brodie Sportsmanship Award, riconoscimento assegnato all’atleta che meglio incarna qualità tecniche e valori di lealtà e fair play.

«Sono distrutta. Ma il mio dispiacere è soprattutto per le modalità e le tempistiche con cui è avvenuto tutto questo», racconta a La Stampa. L’esclusione le è stata comunicata pochi giorni fa, con una telefonata arrivata subito dopo l’ultimo raduno: «Avremmo potuto parlarne a quattr’occhi, mi sarei aspettata almeno una discussione fondata su dati e risultati».

Secondo il racconto dell’atleta, la decisione le è stata presentata come definitiva. «Si è limitato a dirmi che quella era una decisione assunta da lui e che al mio posto sarebbe stata convocata sua figlia Rebecca, che ha 19 anni e zero manifestazioni internazionali con la nazionale senior». Marco Mariani, direttore tecnico della Nazionale, è infatti anche il padre della giovane atleta convocata.

Romei spiega di essersi confrontata con il commissario tecnico, lo svedese Sören Gran, ma sottolinea come i ruoli siano distinti: Gran «si occupa di seguire le atlete sul ghiaccio e durante le competizioni, dal punto di vista tecnico e tattico», mentre «Marco Mariani è l’unico responsabile della composizione delle squadre».

La giocatrice respinge l’ipotesi di tensioni personali. «Ho sempre espresso con rispetto e professionalità il mio punto di vista anche quando le nostre opinioni erano divergenti. Non gli ho mai mancato di rispetto. Ho chiuso gli occhi e ho pensato che fosse solo un brutto pensiero, ma quando li ho riaperti era tutto vero ed era terribile».

Per Romei si tratta di una scelta ingiusta, non solo sul piano individuale: «La considero un’ingiustizia nei confronti del lavoro fatto in tutti questi anni e di tutto il movimento. Ho sempre creduto nei rapporti umani, nel fair play dentro e fuori dal campo e quello che mi è successo è l’antitesi di tutto questo».

Nessun rimpianto, però, sul proprio percorso: «Ho sempre lavorato con dedizione e professionalità. Anche oggi ero in pista ad allenarmi come ogni altro giorno. Sono una professionista». A sostenerla c’è il gruppo sportivo delle Fiamme Gialle, di cui fa parte: «Il curling è la mia vita da quando ho iniziato a praticarlo».

Infine, Romei contesta l’idea che si tratti di una decisione tecnica. «Faccio parte del gruppo degli atleti nazionali da quasi dieci anni e come Team Constantini abbiamo lavorato insieme in questo quadriennio per prepararci ai Giochi. A meno di un mese dalle Olimpiadi sono stata esclusa per lasciare il posto a una ragazza che non ha mai rappresentato la nazionale senior». E conclude: «Fosse stata una scelta tecnica, avrebbero potuto sperimentare molto prima e poi valutare, spiegando le motivazioni alle dirette interessate».