La conferenza stampa della Premier si è svolta oggi

È durata quasi tre ore la conferenza stampa di fine anno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante la quale la premier ha ribadito la solidità del suo governo e ha affrontato temi che spaziano dalla politica interna all’estero, dalla sicurezza all’economia, fino a questioni sociali e culturali.

 

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Meloni ha aperto confermando che “non è nei miei radar andare al voto anticipato” e che il suo obiettivo resta quello di portare a termine la legislatura: “La stabilità è precondizione per fare molte cose… farò del mio meglio per garantirla”. Sul referendum sulla separazione delle carriere, invece, la premier è stata chiara: “Non intendo dimettermi”, ribadendo l’importanza della continuità e della coesione della maggioranza.

Parlando della maggioranza e dei partner di governo, Meloni ha sottolineato: “Siamo il governo più solido perché abbiamo la maggioranza più solida… nulla può mettere a repentaglio la stabilità dell’esecutivo”. Rivolgendosi a Forza Italia e al segretario Tajani, ha aggiunto: “Non metto bocca sulle dinamiche interne a Forza Italia, ma quello che ha fatto Tajani ha del miracoloso”.

Sul fronte della sicurezza, la premier ha ribadito la necessità di un cambio di passo: “2026 sarà l’anno in cui si cambia passo, il lavoro fatto non è stato sufficiente”, criticando anche alcune scelte della magistratura: “Spesso toghe rendono vano lavoro di forze dell’ordine e Parlamento”. Ha annunciato inoltre interventi mirati contro le baby gang, con “vietato a minori il porto di armi da taglio” e sanzioni per i genitori responsabili.

Sul piano interno, Meloni ha confermato la data del referendum: 22-23 marzo, ha parlato della riforma della legge elettorale sottolineando che “deve essere condivisa, ma non escludo una riforma a maggioranza”, e ha presentato il piano casa: “100mila appartamenti a prezzi calmierati”. L’attenzione economica resta sul lavoro e sugli investimenti: “Focus 2026 su occupazione, crescita e investimenti”.

In politica estera, Meloni ha commentato la guerra in Ucraina con grande pragmatismo: “È arrivato il momento che l’Europa parli con la Russia” e ha respinto l’idea che Salvini sia filoputiniano: “Non condivido, fili li hanno burattini… in Ucraina serve forza di deterrenza”. Sulla Groenlandia ha detto: “Non condividerei un attacco militare di Trump”, mentre sul Venezuela ha ribadito il suo impegno per il rientro dei cittadini italiani detenuti: “Ci occuperemo di Trentini fino a quando la madre non lo riabbraccerà”. Critica anche alla sinistra: “Sta sempre dalla parte sbagliata della storia”.

Altri temi trattati hanno riguardato la giustizia e le emergenze sociali. Su Crans-Montana ha dichiarato: “Famiglie non saranno sole, Avvocatura in campo”, aggiungendo che “se qualcuno è scappato con la cassa bisogna essere implacabili” e che l’episodio “non è disgrazia ma voglia di soldi facili”. Sul Quirinale, con una battuta, ha chiarito: “Mi basta quello che sto facendo… lavorerei con Fiorello”, sottolineando comunque buoni rapporti con Mattarella: “Non sempre d’accordo, ma per difesa interesse nazionale Mattarella c’è”.

Infine, la premier ha parlato di media e informazione: “Da governo impegno per lavoro giornalisti in zone di guerra”, e ha precisato: “Non capisco contestazione sul rinnovo contratti, non dipende da me”. Ha confermato i fondi a Radio radicale e l’intervento tempestivo del governo per salvaguardare l’occupazione in Gedi.

In sintesi, la conferenza stampa ha mostrato una Giorgia Meloni determinata a blindare il governo, a garantire continuità e sicurezza, a rafforzare la politica estera italiana e a dare risposta a temi concreti come lavoro, casa e minori, pur mantenendo uno stile diretto e personale nelle sue dichiarazioni.