A Bari, per la festa di Fratelli d’Italia che celebra il record di durata del suo esecutivo, Giorgia Meloni rivendica con orgoglio il risultato politico raggiunto. Non sono i 1.413 giorni a Palazzo Chigi a contare, ha spiegato la premier, ma il fatto di avere oggi un sostegno popolare.

Secondo Meloni, la longevità non rende automaticamente un governo più bravo, ma gli concede il tempo di essere valutato dagli elettori. E quel giudizio, dice, è testimoniato dalla piazza di Bari e dai milioni di italiani che continuano a sostenerla. La stabilità, ha insistito, è stata la prima vera riforma: l’Italia non è più vista come il Paese instabile che cambia esecutivo in continuazione e che ai tavoli internazionali veniva guardato con diffidenza.

“Le pagine più belle di questa storia devono ancora essere scritte. Il nostro traguardo è un’Italia che non chiede più il permesso a nessuno. Finché avrò l’onore e la possibilità per farlo, continuerò a combattere”.

La presidente del Consiglio ricorda gli anni difficili affrontati, dal conflitto in Medio Oriente alla crisi di Hormuz, dal caro-carburanti alla frana di Ischia, dall’alluvione in Romagna al terrorismo e alle baby gang. In quel contesto, ha affermato, la tenuta del governo ha funzionato come uno scudo per il Paese. “Ci sono stati giorni in cui sembrava di nuotare nella colla, ma non ho mai mollato”, ha detto, avvertendo chi vuole ostacolarla: “Mettetevi comodi”.

Nel comizio Meloni ribadisce la linea dell’esecutivo: conti pubblici in ordine, a differenza di chi ha “devastato i conti con il Superbonus”, interventi mirati sul caro-carburanti, estensione del modello della ZES unica del Sud a tutto il territorio nazionale per sburocratizzare gli investimenti, e la riforma elettorale per garantire governi scelti dai cittadini e scongiurare ribaltoni.

Focus anche su ex Ilva, da gestire tra tutela della salute e salvaguardia del patrimonio industriale , sui migranti, con la rivendicazione che le proposte italiane sui rimpatri fuori dall’Ue, come i centri in Albania, oggi sono diventate legge europea, e sulla sicurezza e legalità, con un richiamo fermo: in Italia vale solo la legge italiana, la libertà delle donne non è negoziabile e non c’è tolleranza per fondamentalismo e cellule jihadiste.

Chiusura con una visione di futuro: l’obiettivo non era battere il record di longevità, ma costruire un’Italia dove chi ha un’idea possa realizzarla, dove si possa lavorare, mettere su famiglia e non essere costretti ad emigrare. Un passaggio interrotto da una telefonata della figlia, a cui la premier ha risposto con un “scusate, era mia figlia, ha chiamato tre volte, ti richiamo”.

Giorgia Meloni, nel festeggiare a Bari, inizia la sua vera campagna politica per il futuro. Ora bisognerà capire se la fiducia celebrata a Bari, verrà rinnovata anche alle prossime elezioni.