L’intervento a sorpresa
«Buon pomeriggio. Le bugie che mi collegano al vergognoso Jeffrey Epstein devono finire oggi».
Con queste parole, Melania Trump è intervenuta ieri in diretta dalla Casa Bianca, alle 14.30 ora di Washington (le 20.30 in Italia), in un’apparizione annunciata senza dettagli ai media. Fino all’ultimo si era ipotizzato un intervento legato a iniziative filantropiche. Non è emerso con chiarezza se Donald Trump fosse stato informato in anticipo.
Nel breve discorso ha respinto qualsiasi legame con Jeffrey Epstein e con Ghislaine Maxwell. Ha inoltre invitato il Congresso a dare voce alle vittime del caso Epstein attraverso audizioni formali sotto giuramento.
L’iniziativa ha sorpreso tutti. Nei documenti finora resi pubblici sul caso Epstein, il nome di Melania compare solo marginalmente, in uno scambio di email con Maxwell privo di contenuti rilevanti. Nel suo intervento, ha ribadito di non aver mai avuto rapporti personali con Epstein e ha escluso qualsiasi collegamento tra quest’ultimo e l’incontro con il marito, avvenuto a New York alla fine degli anni Novanta e già raccontato nella sua autobiografia.
A rendere inusuale la scelta comunicativa è anche il fatto che non vi fosse una pressione immediata a chiarire pubblicamente la sua posizione. In precedenza, quando erano emerse insinuazioni la risposta era arrivata per vie legali. Carville aveva ritirato le sue dichiarazioni e presentato scuse, così come erano stati costretti a fare anche The Daily Beast e HarperCollins UK in casi analoghi.
Nel passaggio più discusso del discorso, Melania ha affermato di non essere mai stata una «vittima» di Epstein, né di essere mai stata accusata o condannata per reati «relativi al traffico sessuale, all’abuso di minori e ad altri comportamenti ripugnanti». Un chiarimento che non era stato sollecitato pubblicamente e che, proprio per questo, ha attirato attenzione.




