Mattia Furlani, chi è il golden boy del salto in lungo

Furlani

Nel weekend si è laureato campione del Mondo indoor

Nel weekend è arrivata una prova di maturità per Mattia Furlani. L’azzurro si è laureato campione del mondo ai Mondiali indoor di Nanchino, in Cina.

Furlani, a 20 anni da poco compiuti, si è imposto con 8,30 al termine di una gara molto combattuta: argento al giamaicano Wayne Pinnock (8,29) e bronzo all’australiano Liam Adcock (8,28). Tre atleti in due centimetri, ma davanti a tutti c’è il talento reatino che piazza il salto decisivo al secondo turno e sale sul gradino più alto del podio, dopo la splendida serie di medaglie conquistate finora: bronzo olimpico, argento mondiale indoor e argento europeo nella scorsa stagione, argento europeo indoor due settimane fa.

È il primo italiano di sempre a festeggiare l’oro mondiale nel lungo maschile, dopo i tre titoli di Fiona May al femminile.

Le parole di Furlani

“È l’oro che ho sognato e desiderato. Dopo gli Europei indoor sono rimasto concentrato, ci ho creduto fino alla fine di poter competere tra i migliori al mondo. Ci sono riuscito e per me è incredibile! – racconta – Ho vinto di un centimetro, ma questo è lo sport. Sono più che contento di aver fatto un’ottima gara, anche se c’è da lavorare dal punto di vista tecnico e si può fare ancora meglio, devo avere più sicurezza nella rincorsa. Il salto a 8,30 è stato bellissimo: puntavo soprattutto a una misura per qualificarmi, poi mi sono accorto che era 8,30! E quello a 8,28 poteva essere molto di più. Per me è qualcosa fuori dal normale, un onore essere il primo azzurro d’oro a un Mondiale nel lungo, ma ci sono ancora tante tappe da fare”.

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Chi è l’azzurro

Nato a Marino il 7 febbraio 2005 è il terzogenito di una famiglia che nel 2010 si è trasferita a Rieti dopo aver vissuto a Grottaferrata, ai Castelli Romani, e nota per i risultati della sorella Erika (argento mondiale allieve dell’alto nel 2013, bronzo europeo U23 nel 2017).  Parlano chiaro pure i trascorsi del papà Marcello (altista da 2.27 nel 1985) e della mamma Khaty Seck, velocista di origini senegalesi (suo allenatrice), che lo hanno fatto crescere anche dal punto di vista tecnico. In pratica ha sempre frequentato il campo di atletica, però dagli 8 ai 13 anni si è dedicato soprattutto al basket, la sua altra grande passione. Negli ultimi anni si è sempre più messo in mostra fino al bronzo di Parigi 2024.

Ph. Credit: FIDAL / GRANA

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