Mattarella al Quirinale ricorda la lotta per la Liberazione. Per il Presidente della Repubblica il 25 aprile è un’occasione per fermarsi a riflettere insieme e rafforzare il senso di unità del Paese. Nel suo ricordare la Resistenza, emerge con forza la necessità di rinnovare l’impegno dell’Italia a favore della pace, della tutela dei diritti umani e della costruzione di società, sia a livello nazionale sia internazionale, più eque e solidali. “Quando invece prevale la logica del più forte, il risultato è inevitabilmente segnato da distruzioni e sofferenze, alimentando una spirale di conflitti e instabilità”, dichiara il Capo dello Stato.
Alla vigilia della Festa della Liberazione, il Presidente richiama l’attenzione sul valore della memoria storica, collegando il passato al presente con un messaggio attuale, anche senza riferimenti espliciti. “Il caro prezzo pagato ci richiama ogni giorno a difenderla e rinnovarla”. In questo contesto si inserisce anche il suo apprezzamento per l’impegno di Papa Leone, il cui recente viaggio in Africa ha sottolineato l’importanza del dialogo e della cooperazione tra i popoli.
PARTIGIANI CUSTODI DELLA MEMORIA
Nel suo intervento al Quirinale, davanti alle associazioni combattentistiche e partigiane, definite “custodi della memoria”, Mattarella ha ribadito quanto sia essenziale conservare il ricordo per formare cittadini consapevoli. Solo attraverso la conoscenza del passato è possibile mantenere vivi i valori che sostengono la convivenza civile.
Le testimonianze di chi ha vissuto quegli anni rappresentano un ponte tra generazioni, offrendo ai giovani la possibilità di comprendere davvero il significato di libertà e pace, e i sacrifici necessari per conquistarle. Un esempio emblematico è San Severino Marche, città simbolo della Resistenza, segnata da gravi stragi nazifasciste e insignita della Medaglia d’oro al Merito civile, dove il Presidente celebrerà l’anniversario della Liberazione.
Questi luoghi, insieme a molti altri borghi e territori italiani, custodiscono una parte essenziale della storia repubblicana: quella del riscatto morale e civile di un popolo capace di affermare valori come libertà, giustizia, pace e democrazia. Principi che sono oggi alla base della Costituzione e del ruolo dell’Italia nel mondo.
Il prezzo pagato per conquistare tali diritti è stato altissimo, e proprio per questo richiama ogni giorno alla responsabilità di difenderli e rinnovarli. Da qui nasce un fermo rifiuto verso ogni forma di oppressione e ogni deriva totalitaria, indipendentemente dall’ideologia o dalla giustificazione religiosa, con riferimenti alle questioni mondiali che stiamo vivendo.
Questo messaggio assume ancora più forza in un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti. In molte aree del mondo, infatti, si assiste a situazioni in cui la dignità umana viene calpestata, i civili sono vittime di guerre ingiustificabili e il diritto internazionale viene violato. Tali tragedie ricordano quanto siano preziosi i traguardi raggiunti. Il richiamo finale è quindi un invito a custodire e valorizzare la libertà conquistata: viva la Liberazione, viva la Repubblica.




