L’intervista della conduttrice

Mara Venier racconta, in una lunga intervista a Corriere della Sera, che non saprebbe indicare un vero e proprio maestro, perché nella sua vita «ne ha avuti tanti». Di Renzo Arbore, pur riconoscendone l’importanza, dice che non può considerarlo un maestro: ai tempi in cui erano fidanzati non pensava nemmeno di fare televisione. Eppure fu proprio lui, nel 1993, a dirle una frase che la orientò verso la conduzione di Domenica In: «Ecco Mara, sii così, niente di più, niente di meno». Da quel momento capì che avrebbe avuto successo solo restando se stessa.

Nonostante le diciassette edizioni di Domenica In, Venier afferma di non essersi mai sentita davvero arrivata, forse perché dentro è rimasta «la ragazza di Venezia cresciuta a Mestre». Ricorda il matrimonio giovanile con l’attore Francesco Ferracini, che la lasciò la sera stessa delle nozze, e la sua decisione di raggiungerlo a Roma, dove iniziò a lavorare come modella per mantenersi. Il tramonto sul Pincio, dice, la fece innamorare della città.

Prima della tv arrivò il cinema: quasi per caso ottenne un ruolo in Diario di un italiano. In quegli anni aprì anche un negozio di abiti usati a Campo de’ Fiori, “Il tempo perso”, frequentato da artisti e intellettuali. Diventò femminista grazie all’amicizia con Gabriella Ferri, con cui visse le battaglie del movimento degli anni Settanta.

Tra gli incontri del passato ricorda anche un provino con Tinto Brass («Mi dissero: “Facci vedere le tette”, risposi: “Manco per sogno”»). Parla poi di un fidanzamento giovanile con Sebastian von Fürstenberg, nipote di Agnelli, storia finita con un tailleur arancio distrutto in piscina.

Con Patty Pravo, conosciuta da ragazze a Mestre, è tuttora molto amica. Racconta gli amori celebri: Jerry Calà, con cui «si rideva tanto», e Arbore, molto più geloso e circondato da fan. La tv arrivò tardi, con Domenica In del 1993, grazie a Luca Giurato che la aveva definita «molto brava, con delle belle gambe». Da allora iniziò una lunga carriera Rai, intervallata da un periodo a Mediaset.

Ricorda interviste importanti: Glenn Ford, trovato solo e depresso; Sharon Stone, con cui parlò per ore; Tony Curtis, che alla fine le raccontò il suo privato nonostante i divieti del suo staff.

Parla poi del grande amore della sua vita, il marito Nicola Carraro: la loro unione era stata predetta da una cartomante, che le aveva detto che l’uomo giusto sarebbe arrivato «tra mare, isole e viaggi».

Di Arbore conserva affetto e un dolore condiviso: la perdita del figlio che aspettavano, «un grandissimo dolore». Oggi dice di avere costruito nel tempo una rete di amici veri, tra cui Patty Pravo, Simona Ventura e Alberto Matano, ma soprattutto di aver imparato anche «a stare da sola».