Clima surriscaldato a La Sapienza di Roma. Nella giornata di ieri durante un presidio alla Minerva organizzato da ‘Cambiare Rotta’, alcuni manifesti raffiguranti il vicepremier Matteo Salvini sono stati dati alle fiamme.
“Dalla Sapienza un segnale chiaro”, hanno dichiarato gli studenti del collettivo. Sabato partirà un corteo alle 14.30 da piazzale del Verano verso il ministero di Salvini, indicato come “volto e responsabile delle politiche razziste e securitarie”. Slogan scelto: “Respingiamoli”.
La reazione del leader della Lega è arrivata subito via social. In un post Instagram, Salvini ha commentato l’immagine del manifesto bruciato scrivendo: “C’è chi sceglie il confronto e chi, invece, preferisce l’insulto e arriva persino a bruciare le immagini di chi la pensa diversamente. E questi sarebbero i ‘tolleranti’ e ‘accoglienti’? Non mi faccio intimidire da questi gesti. Avanti, con ancora più determinazione”.
Condanna compatta dalla maggioranza. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha espresso “ferma condanna per il gesto inaccettabile” e solidarietà a Salvini. Per il presidente della Camera Lorenzo Fontana “bruciare immagini non è modo accettabile di manifestare idee”, mentre Ignazio La Russa ha chiesto di stigmatizzare l’accaduto “con estrema fermezza”.
Duro anche il ministro per gli Affari Regionali Roberto Calderoli: l’episodio è “un incitamento all’odio e alla violenza”. Sulla stessa linea Piantedosi e Valditara. La ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha definito quanto visto “incompatibile con l’idea stessa di università”.
Il 13 giugno però Roma non vedrà solo studenti opporsi al governo con ben due cortei contro guerre e remigrazione. Alle 15 da piazza della Libertà partirà il corteo del Comitato Remigrazione e Riconquista, tra i cui portavoce c’è Luca Marsella di CasaPound. Obiettivo: spingere una proposta di legge popolare sulla remigrazione, che gli organizzatori dicono aver già superato il numero di firme per il deposito in Parlamento.
L’iniziativa ha subito scatenato proteste. Cgil Roma e Lazio, Pd Roma, Anpi, M5S Roma, Libera Lazio e altre sigle hanno chiesto al prefetto e al sindaco Roberto Gualtieri di bloccare la manifestazione, definendola “razzista e xenofoba”. Hanno quindi lanciato una contromanifestazione con partenza dal Colosseo.
Tre cortei, per tre narrazioni diverse: il 13 giugno la Capitale sarà cartina tornasole dello scontro politico nazionale.




