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Si è arrivati all’epilogo atteso. La rottura, maturata negli ultimi giorni attorno alla scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale, si è rivelata insanabile. Dopo l’esclusione di Andrea Pirlo dalla lista dei candidati, Paolo Maldini e Leonardo hanno deciso di fare un passo indietro, rimettendo il proprio mandato al presidente federale Giovanni Malagò.
I tentativi di trovare una mediazione non sono bastati a ricucire un rapporto ormai compromesso. L’ipotesi di orientarsi su un altro profilo non ha mai convinto davvero le parti coinvolte, trasformandosi in una soluzione di compromesso che nessuno era disposto ad accettare. La scelta, di fatto, si era ridotta a due alternative: sostenere la candidatura di Pirlo o interrompere il percorso iniziato con Maldini e Leonardo. È stata quest’ultima la strada percorsa.
L’esperienza dell’ex direttore tecnico si conclude così dopo appena sedici giorni, caratterizzati da una successione di sviluppi inattesi. Dai contatti esplorativi con Carlo Ancelotti ai dialoghi con Pep Guardiola, fino alla vicenda legata a Pirlo, il progetto non è mai riuscito a trovare un equilibrio. Alla base della decisione dei due dirigenti c’era la convinzione che, senza un ruolo determinante nella scelta del commissario tecnico, venissero meno i presupposti del loro incarico.
Malagò, dal canto suo, ha scelto di non avallare una decisione che avrebbe potuto esporre la Federazione a forti critiche. La candidatura di Pirlo, osteggiata da parte della politica, dell’opinione pubblica e di alcuni sponsor, è stata ritenuta troppo rischiosa in vista del futuro della Nazionale.
Archiviato questo capitolo, il presidente federale è ora chiamato a individuare una nuova soluzione.




