C’è un’attrice che buca lo schermo senza bisogno di urlare. Si chiama Daniela De Vita e in ‘Malavia’, al suo primo vero ruolo da protagonista al cinema, dimostra che il cinema è la sua vera vocazione, la sua capacità rara di stare davanti alla macchina da presa.

La pellicola è stata presentata l’8 ottobre 2026,  al SoIFF 2026 – Social Action Film Festival di Napoli, in programma dal 5 al 10 Ottobre 2026.

Per Daniela la strada per arrivare a questo ruolo è stata lunga. Negli anni ha calcato numerose volte il teatro, ha fatto la gavetta studiando recitazione, debuttando su svariati palchi, svolgendo i lavori più disparati per arrivare fin qui. Il caso, o il destino, però, l’ha sempre voluta in ruoli legati alla familiarità: la madre, la sorella, colei che regge i fili di un racconto e le dinamiche emotive.

In Malavia tutto trova compimento. E c’è un dettaglio significativo che rende questo film un atto d’amore per l’attrice De Vita: Rusé è anche il nome vero di sua madre.

Quando al provino il giovane Mattia Francesco Cozzolino l’ha vista (protagonista adolescente della pellicola), ha riconosciuto subito in lei il ruolo di madre. Tra loro è scattato un feeling immediato. Daniela si è sentita scelta non solo dalla regista, ma dalla sceneggiatura stessa e da quel ragazzino.

Per prepararsi alla scena più difficile, ha simulato un attacco di panico di una credibilità sconvolgente. Per interpretare le difficoltà di Rusè ha attinto a tutto il suo vissuto.

Lei stessa lo racconta così: “Questo personaggio è stato un viaggio immenso. Ci sono tante similitudini della scrittura che appartengono a qualcosa del mio vissuto. Io non sono mamma ma mi sono ispirata tantissimo a mia madre; soprattutto al dolore che una giovane mamma può provare nel momento in cui è sola e deve crescere suo figlio. Mi sono raccolta da sola nella mia stanza e ho cercato di provare veramente lo stesso dolore di Rusé, per capire quale fosse la cosa giusta da fare. Alla fine l’unica scelta che ha una madre è andare avanti per i figli. Non puoi permetterti il lusso di immergerti nel dolore. Questo film per me è sogni, speranza, perseveranza e difficoltà”.

Ancora una volta Daniela De Vita si è raccolta, scomposta, per arrivare al pubblico con verità.

Ecco perché Malavia è un film che grazie alla sua credibilità espressiva, parla alla forza delle donne nella vita e in famiglia, sottolineando quanto l’arte possa fare da spartiacque positivo nelle scelte, tra chi soccombe e chi si salva.

Oggi Daniela si sta accingendo a scrivere la sua biografia, un sogno a lungo accarezzato. Intanto interpreta Stella in ‘Un Posto al Sole’: “All’inizio pensavo sarei stata nel cast per pochi episodi. Oggi è una bellissima emozione farne parte in modo continuato”.

Ieri sera al SoIFF, aspettando Daniela De Vita nel suo primo ruolo da protagonista al cinema, Napoli ha applaudito molto più di un’attrice. Ha applaudito una figlia che ha preso il nome di sua madre e lo ha reso eterno. Sul grande schermo.

Non poteva esserci palco più giusto. Perché il SoIFF celebra proprio questo: storie di riscatto, di strada, di sopravvivenza e di rinascita interiore. E Malavia è esattamente questo.

Il film diretto da Nunzia De Stefano, scritto da Nunzia De Stefano e Giorgio Caruso, prodotto da Matteo Garrone con Davide Tovi,  vede protagonista Sasá, un ragazzino di tredici anni, cresciuto nella periferia di Napoli, senza padre e con una madre giovane, Rusè. Con lei ha un legame viscerale, profondo e spesso segnato da una gelosia infantile e possessiva. Allo spettatore arrivano i sentimenti intensi e Malavia, grazie al l’interpretazione di Daniela De Vita rende romantico anche il dolore.

La trama

Le giornate di Sasá scorrono tra le palazzine del quartiere, insieme agli inseparabili amici Cira e Nicolas, ascoltando rap e coltivando un sogno, quello di diventare un artista famoso per poter regalare a sua madre una vita migliore. Il suo talento naturale e la passione per l’hip hop trovano una scintilla decisiva nell’incontro con Yodi, leggenda della musica partenopea. È lui a dargli fiducia, spingendolo a scrivere il suo primo vero pezzo, un rap dedicato proprio a Rusè.

Ma il mondo della musica è spietato e la realtà della strada ancora di più. Disilluso e con la pressione di voler aiutare economicamente la madre, Sasà finisce per cedere alla criminalità. Inizia a spacciare nel cortile della scuola, fino al momento in cui viene scoperto e tutto sembra crollare. Divorato dal senso di colpa e dalla paura di essere allontanato da casa, il ragazzo sprofonda in una depressione profonda, senza vie d’uscita.

Ma quando tutto sembra perduto, è ancora Yodi a tendergli una mano, aiutandolo a ritrovare la voce, la forza e il coraggio per rimettersi in piedi. Perché la musica può essere un’arma, ma anche una salvezza.

Nel cast: Mattia Francesco Cozzolino (Sasà), Artem, Ciro Esposito, Francesca Gentile, Junior Rodriguez e Daniela De Vita (Rusè).