Il calcio torna a dialogare con il resto dello sport italiano. E lo fa scegliendo una figura che arriva fuori dal mondo del pallone.
Giovanni Malagò ha annunciato alla Gazzetta dello Sport il nome del nuovo capo delegazione della Nazionale: Diana Bianchedi.
Chi è Diana Bianchedi
Oro olimpico nel fioretto a Barcellona 1992 e Sydney 2000. Vicepresidente del CONI. Laurea in Medicina, master in ambito sportivo e gestionale, ruolo chiave in Milano Cortina 2026.
Un curriculum pesante che, secondo il presidente federale, è proprio ciò che serviva.
“Risponde a un’esigenza sentita da tifosi e italiani”, spiega Malagò alla Gazzetta. “Diana ha autorevolezza e stima a livello internazionale. È bicampionessa olimpica, ha studi, specializzazioni, incarichi di vertice. È una figura che dà lustro”.
“Rimettere il calcio al centro dello sport a 360°”
Per Malagò quella di Bianchedi è una “svolta culturale”.
“È come riportare il calcio dentro al sistema sportivo nel suo complesso”, prosegue. Un modo per chiudere una fase e aprirne un’altra, dopo le decisioni più importanti che hanno riguardato prima di tutto la panchina.
E sulla panchina il presidente non ha dubbi: “Roberto Mancini è l’uomo giusto”.
Ma tiene a spendere una parola anche per il passato: “Voglio ringraziare Antonio Conte, per quello che ha sempre detto e per l’attaccamento dimostrato alla maglia azzurra”.
La tabella di marcia: Euro 2028, Mondiale 2030, Euro 2032
L’arrivo di Bianchedi si inserisce in un piano più ampio tracciato da Malagò.
L’obiettivo è il rilancio strutturale del movimento, con tre appuntamenti chiave all’orizzonte: Europeo 2028, Mondiale 2030 ed Europeo 2032.
La richiesta è chiara: “Serve più coesione in tutto il sistema calcio”. Con una capo delegazione che viene dalle Olimpiadi e non dagli spogliatoi, la Figc lancia un segnale. Meno autoreferenzialità, più confronto con lo sport italiano. E una Nazionale che vuole ritrovare prestigio anche fuori dal campo.




