Celebre per Grey’s Anatomy

É morto a 53 anni Eric Dane. L’attore, diventato celebre per il ruolo di Mark Sloan in Grey’s Anatomy, combatteva contro la Sla. A confermare la notizia è stata la sua portavoce Melissa Bank: «Ha trascorso gli ultimi giorni circondato dagli amici più cari, dalla sua amorevole moglie e dalle sue due figlie, Billie e Georgia, che sono state il centro del suo mondo».

La malattia era stata resa pubblica nell’aprile 2025. Dieci mesi dopo quell’annuncio, Dane si è spento. La Sla – patologia neurodegenerativa che colpisce i motoneuroni e porta alla progressiva paralisi dei muscoli volontari – aveva già iniziato a sottrargli forza e autonomia. «Non dimenticherò mai quelle tre lettere», aveva raccontato nel 2025 durante un’intervista a Good Morning America. «Me ne rendo conto appena mi sveglio», aveva detto, riferendosi in particolare alla perdita di funzionalità del braccio destro. «Non è un sogno».

Dopo la diagnosi aveva scelto di esporsi in prima persona, diventando testimonial per sostenere la ricerca e le raccolte fondi. «Sono un attore. Sono un padre e ora sono una persona che convive con la Sla», aveva dichiarato, lanciando un appello per uno «sforzo finale, finalmente, per porre fine a questa malattia».

Nato a San Francisco nel 1972, Dane aveva conquistato il grande pubblico grazie al “dottor Bollore” di Grey’s Anatomy, presente dalla terza alla nona stagione e tornato per un’apparizione nella diciassettesima nel 2021. Parallelamente aveva costruito una carriera anche sul grande schermo con titoli come X-Men – Conflitto finale, Io e Marley e Burlesque.

Aveva continuato a lavorare anche dopo la diagnosi, senza sottrarsi ai set nonostante la progressione della malattia. Tra gli ultimi ruoli, quello del padre di Nate Jacobs – interpretato da Jacob Elordi – nella serie Euphoria. Nel novembre 2025, in un episodio di Brilliant Minds, aveva vestito i panni di un vigile del fuoco colpito proprio dalla Sla, in un intreccio tra finzione e realtà che oggi suona come un doloroso congedo.