Lisa Di Giovanni si racconta tra cultura, impegno sociale e nuovi progetti. L’intervista

Dalla Sala del Carroccio al debutto televisivo di LibrOfficina, fino alla partnership nazionale per “L’Altra Cucina”: il percorso creativo e umano di una protagonista della cultura italiana.

È un periodo straordinario per Lisa Di Giovanni, giornalista, scrittrice, coach umanistico integrato e direttrice dell’agenzia P.R. & Editoria, impegnata contemporaneamente su più fronti culturali e sociali. Dagli importanti riconoscimenti istituzionali al lancio televisivo del progetto LibrOfficina, fino alla prestigiosa collaborazione come Partner Nazionale per l’iniziativa solidale “L’Altra Cucina – Per un pranzo d’amore”, il suo lavoro sta assumendo dimensioni sempre più vaste, in dialogo con cultura, comunicazione e solidarietà.

L’abbiamo incontrata per approfondire questi nuovi percorsi e ciò che significano davvero per lei.

Lisa, il 21 novembre 2025 riceverai in Campidoglio il “Premio Tracce e Visioni” per la tua raccolta di haiku Centomila stagioni di cuore. Che significato ha per te questo riconoscimento?

È un’emozione profonda. Centomila stagioni di cuore è un libro che nasce da un ascolto silenzioso, intimo, quasi spirituale. Vederlo premiato nella Sala del Carroccio, un luogo che custodisce storia e dignità istituzionale, è una conferma del fatto che la poesia – anche nelle sue forme più essenziali, come l’haiku – può ancora toccare, unire e rivelare. Questo premio celebra l’anima delle parole e il loro potere di trasformazione. Per me è un dono, ma anche una responsabilità.

Il 28 novembre partirà la prima puntata televisiva di LibrOfficina, da te diretto e condotto insieme a Fabio Gimignani. Cosa può aspettarsi il pubblico?

LibrOfficina è un laboratorio culturale: nasce per far dialogare libri, musica, arti, psicologia, società. Siamo partiti da una rivista e da una trasmissione radiofonica, ma la TV rappresenta l’espansione naturale del progetto. È una sfida bellissima prodotta con ANAS Regione Lazio APS e trasmessa sul canale di ItaliaCable.

Il pubblico troverà un racconto autentico, umano, inclusivo: autori, professionisti, musica, testimonianze e storie capaci di far riflettere e, ci auguriamo, di fare compagnia.

LibrOfficina vuole essere uno spazio di libertà, non un semplice format televisivo.

 

A Natale uscirà il tuo nuovo libro, scritto insieme a Vito Gadaleta: Il Mosaico della Consapevolezza. Cosa rappresenta questo progetto?

È un lavoro che ci sta profondamente a cuore. Il Mosaico della Consapevolezza nasce dal desiderio di restituire un’idea integrata di benessere: corpo, mente, nutrizione, anima, psicologia. Abbiamo raccolto contributi di professionisti, ricercatori, medici, psicologi, giornalisti, costruendo un testo che non spiega soltanto, ma accompagna.

Con Vito c’è stata una sinergia naturale: ognuno ha portato la propria visione e le proprie competenze, creando una struttura che parla alle persone, non “delle persone”.

La prefazione della Dott.ssa Samantha Galloppa aggiunge una profondità speciale, delicata e rigorosa allo stesso tempo. Per noi è un libro… che cura.

 

Sei stata annunciata Partner Nazionale con P.R. & Editoria per l’iniziativa solidale “L’Altra Cucina – Per un pranzo d’amore”, che coinvolgerà più di 50 istituti penitenziari italiani. Come vivi questo ruolo?

Con gratitudine e senso di responsabilità. L’Altra Cucina è un progetto unico: porta un pranzo speciale all’interno delle carceri italiane, trasformando per un giorno un luogo di pena in un luogo di dignità, umanità e condivisione.

Essere Partner Nazionale significa contribuire alla comunicazione di un’iniziativa che non è beneficenza, ma giustizia umana. La cucina diventa un ponte: unisce volontari, chef, detenuti, famiglie, istituzioni. Restituisce umanità dove spesso non viene più vista.

Per P.R. & Editoria è un onore; per me, personalmente, è un atto d’amore.

 

Il tuo impegno continua anche nel territorio: da due anni sei Ufficio Stampa del Festival dei Borghi Rurali della Laga. Che valore ha questo progetto per te?

È un’esperienza che mi ha toccato profondamente. I Borghi della Laga sono scrigni di storia, memoria, resilienza. Raccontarli, valorizzarli e contribuire a farli vivere attraverso cultura, tradizioni, eventi e musica significa restituire luce a comunità che hanno sofferto spopolamento, isolamento e ferite profonde.

È una forma di resistenza culturale. E io sono onorata di farne parte.

 

Lisa, guardando tutto quello che stai costruendo—televisione, scrittura, eventi, editoria—qual è il filo rosso che tiene tutto insieme?

Il cuore. Sempre e soltanto il cuore.

La comunicazione, la cultura, la scrittura, la radio, la TV, la poesia, l’impegno sociale: tutto nasce da un unico desiderio, quello di creare connessioni. Connessioni tra persone, idee, fragilità, storie.

Cerco di restituire ciò che la vita mi ha dato attraverso progetti che parlano di umanità. È questo il senso che cerco ogni giorno.

Cosa ti aspetta nei prossimi mesi?

Tantissimo lavoro… e tantissima gratitudine. Il debutto televisivo, l’uscita del nuovo libro, gli eventi istituzionali, la partnership con L’Altra Cucina, i progetti editoriali, le presentazioni, le nuove collaborazioni.

Ma soprattutto, spero mi aspettino nuove storie da raccontare e nuove persone da incontrare. Perché il mio viaggio—professionale e umano—vive di questo.