L’ex Presidente è in carcere
È il giorno dell’ingresso in carcere per Nicolas Sarkozy. L’ex presidente francese, condannato a cinque anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al finanziamento illecito della campagna elettorale, ha lasciato questa mattina, martedì 21 ottobre, la sua abitazione di Parigi per raggiungere, insieme alla moglie Carla Bruni, la prigione parigina di La Santé.
L’uomo inizierà a scontare la pena per i reati commessi tra il 2005 e il 2007, quando era ministro dell’Interno nel governo di Dominique de Villepin e si preparava per Eliseo.
Davanti alla sua residenza, un gruppo di amici e sostenitori — convocati dal figlio Louis Sarkozy — si è radunato per manifestargli solidarietà e intonare più volte La Marsigliese. Sarkozy è uscito di casa tenendo per mano Carla Bruni, salutando brevemente i presenti prima di avviarsi verso l’auto che lo ha condotto in carcere.
Come riporta Il Corriere della Sera, Sarkozy trascorrerà la sua permanenza in isolamento, lontano dagli altri detenuti. Non potrà utilizzare il telefono, ma avrà a disposizione una cella di nove metri quadrati con televisore e sorveglianza costante, giorno e notte.
Gli sarà consentito di portare con sé una sciarpa (non più lunga di un metro) e un piccolo coltello a punta arrotondata con forchetta. Nella cella sarà installata anche una piastra per cucinare. Sarkozy trascorrerà 23 ore al giorno all’interno, con la possibilità di uscire nel cortile per un’ora quotidiana, sempre sotto scorta di tre agenti.
L’ex capo di Stato potrà inoltre ricevere tre visite settimanali da familiari e amici, tra cui il ministro della Giustizia Gérald Darmanin, suo amico personale, che ha già annunciato l’intenzione di verificare di persona le sue condizioni dopo l’inizio della detenzione.
Durante il tragitto verso La Santé, Sarkozy ha affidato ai social un messaggio pubblicato sul suo profilo X (Twitter):
«Questa mattina non si rinchiude un ex Presidente della Repubblica: si rinchiude un innocente. Continuerò a denunciare questo scandalo giudiziario, questo calvario che subisco da oltre dieci anni. Non chiedo alcun vantaggio, nessun favore. Non sono da compiangere, perché la mia voce ha un peso. Non sono da compiangere perché mia moglie e i miei figli sono al mio fianco, e i miei amici sono tantissimi. Ma questa mattina provo un profondo dolore per la Francia, che si trova umiliata dall’espressione di una vendetta che ha portato l’odio a un livello senza precedenti. Non ho dubbi. La verità trionferà. Ma il prezzo da pagare sarà stato schiacciante».
Con queste parole, l’ex presidente ha ribadito la propria innocenza e denunciato quella che considera una persecuzione politica e giudiziaria. Sarkozy resterà a La Santé nelle prossime settimane, in attesa della decisione sull’eventuale appello e della possibilità di proseguire la pena ai domiciliari con braccialetto elettronico.
