Tutti vogliono più sicurezza. Ma sulla strada da prendere, il centrodestra ha tre corsie diverse. La Lega accelera sulla difesa personale e sui cortei. FdI sterza sui risarcimenti. FI mette i freni.
Nel mezzo, un decreto che fa fatica ad avanzare e una maggioranza che rischia di arrivare in Aula senza idee compatte.

A riaprire la crepa è ancora la questione della legittima difesa. Due casi recenti hanno riportato tutto al centro del dibattito: la condanna definitiva al gioielliere Mario Roggero e la morte in fermo a Bologna di Abderrahim Fakir, il cittadino marocchino bloccato dalle forze dell’ordine.

Da qui la mossa della Lega: cancellare il criterio della proporzionalità. In pratica, se uno viene aggredito con un’arma, la sua reazione non dovrebbe avere limiti e non dovrebbe portare a conseguenze penali. Un’idea che nel centrodestra non trova però sponde compatte.

Forza Italia frena. FdI temporeggia
Secondo FI il testo firmato dal senatore leghista Claudio Borghi “smonta le basi del diritto penale”. Più cauti sono i meloniani. Il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami alza un muro costituzionale: “Con i paletti della nostra Carta, una legge così non vedrebbe mai la luce”. Anche all’interno della Lega non fila tutto liscio. Circola uno strano silenzio nelle ultime giornate tra i parlamentari del Carroccio, subito dopo il deposito del ddl Borghi a Palazzo Madama.
Qualcuno prende le distanze. La deputata Simonetta Matone, ex togata, glissa: “Non commento. E non è nemmeno una mia iniziativa”. Nessun commento anche da Giulia Bongiorno, senatrice leghista e presidente della Commissione Giustizia, proprio quella che dovrebbe mettere mano al provvedimento.

A tenere alta la bandiera resta solo il leader. Matteo Salvini rivendica la proposta “con orgoglio” e chiede di attualizzarla: “Siamo nel 2026. Bisogna ragionare anche su cosa prova chi viene minacciato con un’arma in casa o in negozio. In quei secondi non puoi pretendere sangue freddo e razionalità assoluta”.

Sulla stessa linea, un’altra proposta leghista
Far pagare chi organizza le proteste. La Lega vuole reintrodurre la cauzione per cortei e manifestazioni: “Chi danneggia, risarcisce”. L’episodio di Bologna viene usato come esempio. L’obiettivo è evitare che iniziative già bocciate in passato tornino a incagliarsi.

FdI cambia binario: punta sui risarcimenti
Fratelli d’Italia evita lo scontro frontale sulla legittima difesa e sposta il nodo. Il tema è: niente soldi dello Stato a chi delinque.
Riesumano un ddl del senatore Speranzon, presentato nel giugno 2025, che blocca indennizzi e rimborsi per i criminali.

La Lega ci arriva prima
Stesso obiettivo, tempi diversi. All’inizio di luglio il Carroccio aveva già depositato un testo simile. A firmarlo per primo Massimiliano Romeo. Il concetto è netto: “Chi sceglie la strada del reato non può scaricare sulle vittime o sullo Stato il conto delle sue azioni”.

Il nodo è il calendario
Per andare più veloci, la maggioranza ha infilato il blocco dei risarcimenti come emendamento al decreto Giustizia e Immigrazione, ora in Senato. Tre proposte separate avrebbero avuto tempi biblici.
Peccato che il decreto sia intasato: oltre 500 emendamenti e ostruzionismo delle opposizioni.
Rischio concreto: non si riesce a votare tutto in commissione e si arriva in Aula senza mandato al relatore, costretti a ricominciare da capo.

Nello stesso pacchetto ci sono altri due punti spinosi: far valere in un processo le intercettazioni nate per un’altra indagine; estendere il fermo migranti di 90 giorni, in caso di fuga.

Salvini su Roggero: “Alternative al carcere”
A margine di una cerimonia a Roma, il vicepremier è tornato anche sul caso del gioielliere: “Roggero è in cella e mi auguro ne esca presto. La sentenza è definitiva, ma la pena si può scontare in altri modi: domiciliari, lavori utili, servizi per la comunità. Conto che resti il meno possibile dietro le sbarre”.

E sulla nuova norma: “Ci lavoriamo da mesi, non rincorriamo l’attualità. La legge sulla difesa che abbiamo fatto ha già tolto processi e galera a tanta gente. Ora va aggiornata, perché chi viene aggredito non ha lucidità totale”.